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Feltri rivolto a certi napoletani: "Guardatevi allo specchio e poi sputatevi"

Vittorio Feltri in un articolo attacca duramente il comportamento di alcuni napoletani complici dello scempio: i roghi alimentati su una terra d'abusivismo.

Cronaca
Pubblicato il 14 luglio 2017, alle ore 11:15

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Feltri rivolto a certi napoletani: "Guardatevi allo specchio e poi sputatevi"
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Il Vesuvio brucia, le fiamme lambiscono il cielo, altissime, la nube di fumo è giunta in Salento. Vittorio Feltri, noto per non avere mezze misure, sentenzia deciso che il Vesuvio arde per mano di personaggi in loco, fantasmi che rimarranno tali per sempre, al soldo della criminalità organizzata, protetti dall’omertà, come accade in Sicilia ove gli esecutori e mandanti paiono entità venute da altri mondi. Silenzio: nessuno sa qualcosa.

Il Vesuvio permeato di abusivismo, grazie ad amministrazioni sorde, cieche e mute, è un disastro umano, dice Feltri, affermando che i napoletani – certamente non in toto – si sono bruciati da sé: pertanto, si osservino allo specchio e sputino.

Feltri punta il dito sulle migliaia di guardie forestali assenti, probabilmente volutamente: distrazione con profitto. Uomini quindi collusi che osservano da lontano i roghi, impassibili, magari durante una bella briscola. Il giornalista indugia sulla caratteristica tendenza meridionale ad accusare spietatamente lo Stato, certamente sovente assente, debole e incapace, ma certamente non il solo responsabile di tale scempio: la colpa non risiede in un innato lassismo dei funzionari del Mezzogiorno, il condizionamento ambientale gioca un ruolo predominante.

Feltri afferma, quindi, che la gente del Mezzogiorno collabora più frequentemente con i delinquenti, assunti talvolta a divinità, che con le forze dell’ordine, spesso sbeffeggiate, viste come un ostacolo, un fastidio: afferma che i meridionali a Milano sono diventati più milanesi degli autoctoni, quindi non vi sono motivazioni antropologiche in taluni comportamenti, bensì sociologiche.

Definisce ridicolo l’atteggiamento del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che querela “Libero” solo perché osa esprimere la propria opinione, scevra di ipocrisia, sul malcostume partenopeo: Feltri cerca di far comprendere che la solita accusa di razzismo si scontra con la ricerca della verità, nell’osservazione dei comportamenti delinquenziali che alcuni napoletani attuano a fine di lucro, incrementando la criminalità organizzata. Gli eventuali gatti arsi vivi, per propagare le fiamme, sarebbero solo l’orrore che si insinua nell’orrore.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - Le parole di Feltri sono estremamente dure, ma non prive di veritĂ : gli incendi sono dolosi, immensi e - stavolta - difficilmente estirpabili. Una tragedia collettiva, una disfatta delle amministrazioni e dello Stato, con terre bellissime lasciate nelle mani errate, delinquenziali, di chi non le ama.

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