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Fase 2, Carlo Cracco: “Piuttosto che il plexiglass nel ristorante, chiudo”

Carlo Cracco non ci sta e non ha intenzione di installare pannelli di plexiglass per mantenere il distanziamento sociale all'interno dei suoi ristoranti

Cronaca
Pubblicato il 28 aprile 2020, alle ore 10:54

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Carlo Cracco non ci sta e piuttosto che installare pannelli di plexiglass nel suo ristorante preferisce rimanere chiuso.

Così il famoso chef stellato Carlo Cracco ha commentato le tante ipotesi per mantenere le distanze di sicurezza quando i ristoranti riapriranno al pubblico, cosa che nella Fase 2 di questa emergenza coronavirus è prevista non prima del prossimo 1 giugno.

Carlo Cracco dice no al plexiglass

“Forse qualcosa in più si poteva fare” ha dichiarato Carlo Cracco “ognuno di noi ha i propri desideri, più che altro per ritornare alla normalità, però bisogna anche seguire quelle che sono le disposizioni”.

Attualmente i ristoranti del noto chef sono chiusi al pubblico ma stanno cercando di sopravvivere utilizzando il servizio delivery, consegnando quindi a domicilio i celebri piatti di Cracco.

Relativamente alla ripartenza, però, chef Cracco sembra avere le idee chiare e spara a zero sui famosi e tanto criticati pannelli di plexiglass per mantenere quel distanziamento social fondamentale per evitare che la curva epidemiologica torni a salire. “Plexiglass no, piuttosto chiudo. Credo che più che altro il problema non sia quello delle distanze, il problema principale è quello di poter lavorare in sicurezza” ha dichiarato lo chef.

Cracco intanto sta predisponendo tutto ciò che è necessario all’interno dei suoi locali per garantire una riapertura in piena sicurezza, arrivando persino a fare il tampone ai propri dipendenti: “Se non fotografiamo mai questa situazione non l’avremo mai. Poi andrà fatto di nuovo, un po’ come gli esami del sangue. Se uno è positivo viene tenuto fuori, chi è negativo può tornare al lavoro”.

Non resta, quindi, che attendere ulteriori disposizioni in merito alle modalità di riapertura dei ristoranti per conoscere coem cambierà il modo di fare ristorazione e di godere di un momento di convivialità in un locale pubblico. Di certo lo chef sembra avere le idee chiare su come procedere e continuare a fare il suo lavoro anche in una fase di convivenza con il covid 19 come quella che ci apprestiamo a vivere.

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