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Falconara: fumi neri, l’ex sindaco e l’amministratore contro i cittadini: "Sono delle teste di c…."

In merito all'azienda di raffineria e ai fumi che esala, sono emerse alcune intercessioni che portano a parole scioccanti nei confronti dei cittadini che hanno denunciato il tutto facendo un esposto. Ecco la dinamica dei fatti.

Cronaca
Pubblicato il 28 agosto 2020, alle ore 12:02

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Falconara: fumi neri, l’ex sindaco e l’amministratore contro i cittadini: "Sono delle teste di c…."

Falconara Marittima, nelle Marche, dal 2013 al 2018, è finita sotto l’occhio del ciclone per una serie di emissioni riguardo i fumi neri della raffineria Api. Oggi le intercettazioni che sono state effettuate dal Noe di Ancona e che riguardano sia gli amministratori che i vertici dell’azienda stessa portano alla ribalta situazioni sconcertanti e preoccupanti, oltre a un diniego per i cittadini e le norme. Ecco cosa è emerso dalle intercessioni e lo sviluppo dei fatti. 

Sembra che, in base alle indiscrezioni, la ditta Appi avrebbe risparmiato più di 7 milioni di € non attuando un sistema e programma atto al recupero dei vapori presso i terminali marittimi. Con l’attuazione di questo piano, avrebbero potuto evitare le fughe di vapori e i gas idrocarburici che hanno portato all’insorgenza di moltissimi tumori e anche a inchieste da parte della magistratura stessa di Ancona.

L’indagine è partita nel 2015 grazie a un esposto dei cittadini e l’udienza fissata il 13 ottobre. La stessa azienda è accusata dei seguenti reati: getto di cose pericolose, inquinamento ambientale, violazione della direttiva Seveso per gli impianti a rischio di incidente rilevante e violazione delle prescrizioni dell’Autorizzazione integrata ambientale. Inoltre, è responsabile di aver deteriorato l’aria di Falconara Marittima causando ingenti danni. 

Già nel 2018 i cittadini avevano segnato le esalazioni e a quel punto decidono di attivare il piano di emergenza. Nel momento in cui lo riferiscono al capo della sicurezza, Giovanni Bortolini, “i due interlocutori commentano con stupore tale richiesta tanto da far supporre che abbiano ormai metabolizzato come procedura standard quella di non considerare le problematiche odorigene”.

Lo stesso Cogliati, l’amministratore delegato, aveva cercato di minimizzare il fatto dicendo: “Il problema degli odori è abbastanza lieve, sono fastidi”. Il Noe non è ne è convinto in quanto non hanno il totale controllo dell’opificio. Nel frattempo, le esalazioni e gli odori aumentano sempre più. 

A quel punto, cominciano le perquisizioni nello stabilimento che portano malumore nella ditta stessa al punto che nell’intercettazione tra l’ex sindaco di Falconara Marittima, Goffredo Brandoni e Cogliati, l’amministratore delegato, si colgono le seguenti parole riferite ai cittadini che hanno per primi segnalato gli odori: “Sono teste di c….”

Una situazione davvero drammatica in quanto alcune persone sono decedute e gli incidenti hanno continuato a proliferare. Nel 2011 l’Istituto nazionale dei tumori parlava di rischio per coloro che abitano nei pressi della raffineria e nel 2017 sono aumentati i casi di tumore al colon per via delle continue esalazioni. 

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Cosa ne pensa l’autore
Simona Bernini

Simona Bernini - Le intercessioni che sono emerse fanno capire tutta la responsabilità in questa faccenda. Un caso molto simile all'Ilva di Taranto in cui sono tantissime le persone che rischiano la vita ogni giorno per colpa del fumo che esala. Gli stessi cittadini, preoccupati dai continui odori e puzza di fumo, hanno fatto bene a fare esposto in modo da poter lavorare con sicurezza.

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