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Fabrizio Corona dona 2mila euro. Il centro antiviolenza rifiuta e si dissocia

Un'associazione antiviolenza ha declinato un'offerta di 2mila euro da parte di Fabrizio Corona che stava organizzando un evento in un palestra per la raccolta fondi

Cronaca
Pubblicato il 7 ottobre 2018, alle ore 08:10

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Fabrizio Corona dona 2mila euro. Il centro antiviolenza rifiuta e si dissocia

Fabrizio Corona aveva organizzato un evento benefico a favore di un centro antiviolenza; si trattava di una donazione di 2mila euro. Dopo averlo annunciato pubblicamente, arriva il rifiuto dell’accettazione da parte delle associazioni coinvolte che si dissociano pubblicamente dall’azione dell’ex “re dei paparazzi”.

L’evento si doveva svolgere a Piacenza a favore dell’associazione “La città delle donne”, che si occupa di dare supporto e ospitalità alle donne vittime di violenza. La raccolta fondi era stata organizzata in collaborazione con una palestra della città “Le Club”.

Le dichiarazioni dell’Associazione e di Telefono Rosa

È la stessa presidente dell’associazione “La città delle donne“, Donatella Scardi, ad avere rifiutato la donazione. In più, Telefono Rosa, inizialmente messa in causa, ha preso le distanze e dichiarato di essere totalmente estraneo alla raccolta fondi.

Il presidente dell’associazione antiviolenza afferma, in una nota che spiega le ragioni del rifiuto, che “tale iniziativa è nata come un’offerta di abbonamenti a una palestra, da parte di Corona, da destinare in beneficenza. La palestra ha individuato il Centro antiviolenza come destinatario di tale regalo, accolto dall’Associazione al fine di portare benessere a donne che vivono un momento di difficoltà”. Poi aggiunge: “non è mai stata proposta un’offerta in denaro che comunque mai il Centro avrebbe accettato. A questo punto l’Associazione si dissocia e declina l’offerta proposta“.

Nel comunicato ufficiale di Telefono Rosa, si legge “l’Associazione Città delle donne di Piacenza non fa parte in nessuno modo della Associazione nazionale del Telefono Rosa. Quindi siamo completamente estranee a ciò che sta accadendo in merito di una presunta donazione e ci dissociamo totalmente da qualsiasi dichiarazione fatta a nostro nome“.
Inoltre, sembra che l’organizzatore non abbia mai richiesto l’autorizzazione ad usare il logo e il nome di Telefono Rosa né tantomeno abbonamenti o donazioni. Per questo motivo, l’associazione intende procedere legalmente e ribadisce che non esiste una sede a Piacenza.

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Cosa ne pensa l’autore
Giovanna Barone

Giovanna Barone - Trovo giustificate le motivazioni del rifiuto da parte delle due associazioni che operano a favore delle donne che hanno subito violenza. Mi chiedo se Fabrizio Corona abbia agito di cuore o per i propri interessi personali. Di certo, organizzare un evento senza autorizzazioni e seguendo l'iter corretto non è professionale.

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