Esclusa al corso per autisti di bus in quanto mamma

Essere donna e soprattutto mamma non paga come dimostra la storia di Kimberly che è stata esclusa dal corso di autista di bus proprio perché genitrice.

Esclusa al corso per autisti di bus in quanto mamma

Al giorno d’oggi, sono ancora diverse le donne che devono subire esclusioni in qualsiasi ambito. Sono donne o mamme che, pur avendo una carriera, non riescono ancora ad essere parte della società senza essere oggetto di discriminazioni e bullismo. Un esempio è la storia di una mamma che è stata esclusa dal corso di autista di bus del capoluogo ligure in quanto genitrice.

La protagonista di questa storia è Kimberly Brundu, una 32enne che vive a Genova che sa molto bene cosa significa lavorare duramente anche se la società non ha propriamente un occhio di riguardo verso le donne e le madri, in generale. Proprio a Fanpage racconta la sua esperienza in quanto esclusa dal corso per diventare autista di bus in quanto desiderava prendere la patente per guidare il mezzo. 

Da grande appassionata di motori, un po’ di tempo fa ha deciso di voler iscriversi al corso finanziato dalla Liguria, la regione dove vive. Per lei sarebbe stata l’occasione per realizzare il suo sogno e quindi lavorare nell’ambito dei trasporti, come da sempre desidera. Al colloquio, come racconta, non ci sono stati particolari problemi, anzi. 

Durante una delle fasi del colloquio, le viene chiesto se vive da sola. Giustamente, lei risponde di avere un figlio di 12 anni e, proprio, a quel punto,la commissione esaminatrice cambia atteggiamento nei suoi confronti. Gli esaminatori provano a farle cambiare idea anche con turni di orario diverso nonostante la sua situazione. 

Un corso che rilascia un attestato di frequenza ma anche la possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro. Pochi giorni dopo, arriva la telefonata che cambia la sua vita in peggio, in quanto non risulta idonea proprio perché mamma con un figlio. Fanpage contatta immediatamente Ecipa Genova, l’ente che ha organizzato il concorso i quali affermano che Kimberly è stata esclusa per altri motivi non perché avesse figli. 

Un’esperienza che Kimberly Brundu ha già vissuto in quanto esclusa da altri lavori per la stessa situazione e motivazione. Oggi lavora presso una ditta di pulizie ma sogna di riuscire a realizzare il suo sogno. 

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