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Erich Priebke, funerali ad Albano, ma il sindaco dice no

Il sindaco di Albano si è oppone alla decisione di celebrare il funerale dell’ex ufficiale nazista nella Confraternita lefebvriana, ma il Prefetto autorizza le esequie

Cronaca
Pubblicato il 15 ottobre 2013, alle ore 15:38

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Erich Priebke, funerali ad Albano, ma il sindaco dice no
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Non è bastata un’ordinanza emessa dal sindaco di Albano Nicola Marini che vieta il passaggio della salma dell’ex ufficiale nazista Erich Priebke, scomparso venerdì scorso nella sua casa romana, sul territorio comunale. Il prefetto di Roma, infatti, l’ha subito revocata e il feretro è partito dal policlinico Gemelli per raggiungere la Confraternita d’ispirazione lefebvriana San Pio X di Albano Laziale, dove alle 17 verranno celebrate le esequie.

E intanto, mentre si parla di un treno di neonazisti che vogliono dare l’ultimo saluto all’ex capitano delle SS in arrivo ad Albano, i cittadini insorgono esponendo uno striscione davanti ai cancelli della Chiesa di San Pio X, con scritto “Priebke Boia”.

Dunque non è bastato il tentativo del sindaco, che si definisce “sconcertato”, affermando poi che “nessuno ci ha comunicato niente, né la Prefettura né altri organi preposti alla sicurezza”. “Siamo una città dalla tradizione partigiana – aveva dichiarato il sindaco Nicola Marini – abbiamo subito i bombardamenti durante la guerra: saremo in prima linea contro i funerali e la sepoltura del criminale nazista nel nostro territorio”.

Pare quindi che la salma dell’ex gerarca nazista stia per trovare una sistemazione, dopo che nei giorni scorsi era infuriata la polemica sul luogo della sepoltura. Il Vicariato, infatti, aveva fatto sapere che non erano previste esequie in nessuna chiesa di Roma, mentre il prefetto e il questore della Capitale avevano vietato i funerali in forma pubblica e solenne. Senza dimenticare poi il ministro degli Esteri argentino Hector Timerman, che via twitter aveva annunciato: “respingeremo ogni procedura che possa permettere l’ingresso della salma del criminale Priebke” perché sarebbe “un affronto alla dignità dell’uomo” e la città natale di Erich Priebke, la quale aveva fatto sapere di non essere disposta ad accoglierne la salma nel proprio cimitero.

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