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Eredita un casale dalla zia e trova un tesoro

Fortunata scoperta per un commercialista di Lecce, ritrova in un vecchio casale ereditato antichi titoli del 1900 di 30 Lire, uno dei due oggi vale 16 mila Euro, l'altro nelle mire dei collezionisti

Cronaca
Pubblicato il 17 aprile 2014, alle ore 09:29

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Eredita un casale dalla zia e trova un tesoro

Eredita un vecchio casale e cercando tra vecchi mobili antichi pieni di polvere e corrosi dai tarli, avventurandosi sotto solai pericolanti, trova un tesoro. E’ questa l’avventura capitata ad un commercialista di Lecce che rovistando nei cassetti della casa ereditata dalla defunta zia ha trovato due fogli di carta, che ai meno attenti, potevano non rappresentare nulla. E invece, Oronzo Fusaro, questo il nome del commercialista, ha riconosciuto in quei due pezzi di carta dei vecchi titoli di stato, incuriosito anche dal valore facciale: 10 lire e 20 lire.

Il commercialista, dopo la scoperta, ha contattato un esperto contabile di Agitalia, la società che si occupa del recupero di titoli bancari e di titoli di Stato mai riscossi, per farsi valutare i due “pezzi di carta” è ha scoperto che oggi il valore di mercato di uno dei due si aggira sulle 16 mila Euro. I due titoli sono datati 1888 e 1905 e per oltre un secolo sono rimasti nei cassetti del mobilio di questo casolare, da anni abbandonato. Il solo pezzo da 20 lire della Banca d’Italia datato 1 gennaio 1905 (uno dei titoli più antichi di questa Banca) oggi può essere riscosso e tra rivalutazione monetaria e interessi varrebbe circa 16 mila Euro. Il commercialista venuto a conoscenza di questo valore, ha mandato all’ufficio legale di Agitalia affinché provveda a richiedere allo Stato ed in particolare al Ministero delle Finanze il pagamento della somma dovuta, atteso che il Ministero è obbligato in solido con Banca Italia, ad onorare tutti i debiti degli istituti bancari non più esistenti e dei titoli pubblici facenti capo allo Stato.

Per il titolo da 10 lire datato 1888, non essendo possibile il rimborso, occorrerà valutare se può avere un valore storico nell’ambito dei collezionisti. Nel frattempo il commercialista, nell’attesa di passare alla cassa, ha ristrutturato il casale della fortuna, dove ha anche trovato vecchi manoscritti del nonno che per lui hanno un valore affettivo che non ha prezzo.

Il caso del commercialista leccese ci riporta alla mente un caso analogo avvenuto due mesi fa a Rovigo, quando una quarantenne ha ritrovato in un armadio un vecchio buono fruttifero postale di un defunto zio che le frutterà circa 120 mila Euro.

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