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Ercolano: fu intervistato da Le Iene il 18enne ammazzato per una rissa

Vendetta per una rissa scoppiata una settimana prima davanti a una gelateria tra le province partenopee di Ercolano e Torre del Greco, questa la pista più battuta dagli inquirenti per risolvere l’omicidio del diciottenne ferito a morte

Cronaca
Pubblicato il 4 marzo 2014, alle ore 23:36

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Ercolano: fu intervistato da Le Iene il 18enne ammazzato per una rissa

Una vendetta, dalle indagini è questa al momento la pista seguita dai carabinieri che indagano sulla vicenda di sangue che si è consumata in pieno giorno tra le strade di Ercolano, cittadina vesuviana ai confini con Torre del Greco: una precedente rissa tra coetanei, scoppiata fuori da un locale, sarebbe il motivo alla base dell’omicidio di Gaetano Lavini, il diciottenne ferito a morte sabato scorso con una coltellata.

Il giovane, accompagnato d’urgenza in ospedale, è morto lì poco dopo per la gravità delle ferite riportate. Uno scontro tra gang opposte di paesi confinanti, dunque, ancora una volta violenza chiama violenza; questa la legge adottata per la resa dei conti dai giovani ragazzi che una settimana dopo, con una spedizione punitiva mortale, hanno pensato di risolvere la questione. Nella vicenda è stato ferito anche un diciassettenne che dalle prime indagini risulterebbe nipote del boss Giovanni Birra.

Al momento gli uomini dell’Arma stanno cercando di identificare gli aggressori mettendo in atto numerosi controlli e perquisizioni sia a Torre del Greco sia ad Ercolano, entrambe cittadine in cui i giovani delle gang hanno la residenza. Strazianti le parole del parroco della chiesa di Santa Maria della Consolazione, don Marco Ricci, uomo di chiesa particolarmente attivo sul fronte sociale, il quale racconta che il giovane rimasto ucciso nell’agguato sarebbe diventato presto papà; sul suo profilo Facebook pare abbia postato l’immagine di un’ecografia con scritto “tra poco saremo in tre”.

servizio-le-iene-gaetano-lavini

Intanto la vicenda si arricchisce di un inedito retroscena: in un video di pochi anni fa (2012) tratto dal servizio “Guerra al pizzo” della trasmissione televisiva “Le Iene” veniva intervistato il ragazzo 18enne vittima dell’agguato; il servizio si occupava delle denunce che i commercianti dei paesi vesuviani presentarono contro il racket che li affliggeva e che diedero il via al maxiprocesso che si concluse con numerose condanne per capi e gregari dei clan Birra-Iacomino e Ascione-Papale.

In quell’occasione, l’inviato del programa televisivo intervistò alcuni residenti delle zone sottoposte all’influenza dei clan ma in tanti si mostrarono omertosi, qualcuno dichiarò addirittura di non avere mai sentito parlare dei clan; tra gli intervistati anche Gaetano Lavini a cui furono poste le stesse domande fatte agli altri e lui, in merito ai commercianti, rispose: “Penso che non abbiano fatto bene, perché li hanno mandati in galera”.

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