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Emergenza coronavirus: crollano le domande di asilo presentate in Europa

A fornire i dati sul crollo delle richieste di asilo presentate in Europa, dovuto alle restrizioni anti-coronavirus, è stata l’agenzia comunitaria Easo.

Cronaca
Pubblicato il 12 giugno 2020, alle ore 12:40

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Emergenza coronavirus: crollano le domande di asilo presentate in Europa

La pandemia da coronavirus ha inciso parecchio anche sull’immigrazione in Europa. Complice la chiusura dei confini adottata dai governi dell’Unione Europea per ragioni di sicurezza e di salute pubblica, ha avuto luogo un vero crollo delle domande di asilo presentate dai migranti, meno 87%, una diminuzione mai vista dal 2008.

Gli immigrati hanno il terrore del virus (così come lo hanno anche gli europei) e, in attesa di tempi migliori, hanno deciso di non trasferirsi in Europa, soprattutto in quei Paesi dove l’infezione ha colpito pesantemente: Italia, Inghilterra e Spagna in testa. A dirlo è l’Easo, l’agenzia comunitaria per le politiche migratorie nazionali, che ha diffuso un rapporto in cui evidenzia la brusca diminuzione del volume di domande di asilo presentate nei Paesi Ue. 

I migranti maggiormente penalizzati dalle chiusure delle frontiere degli Stati dell’Unione Europea sono stati i cittadini provenienti dai paesi musulmani, come Siria e Afghanistan, e quelli che arrivano dalle nazioni sudamericane, colombiani e venezuelani in testa. In questi casi le richieste di protezione presentate nei paesi comunitari si sono ridotte fino al 99%.

La stessa cosa non può dirsi per gli immigrati che arrivano dai paesi africani e che partono dalla Libia. Quest’ultimi infatti non arrivano a piedi o per via aerea: giungono a bordo di barconi e navi Ong e preferiscono mettersi in quarantena piuttosto che rinunciare a sbarcare in Europa. Anche per loro, però, c’è stato un calo di concessioni di asilo politico da parte delle nazioni comunitarie. 

In ogni caso, l’agenzia Ue interpreta il crollo delle richieste di status di rifugiato come un caso temporaneo, affermando che le richieste avanzate da migranti quasi sicuramente torneranno “a salire una volta revocate le restrizioni anti-coronavirus“. Cosa che probabilmente avverrà nel mese di luglio, quando i vari governi torneranno a garantire la libera circolazione da e per l’estero.

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Cosa ne pensa l’autore
Roberto Casadei

Roberto Casadei - Questi dati non sorprendono. Era evidente che le nazioni europee, nel momento più nero dell'emergenza sanitaria, non fossero più appetibili per gli immigrati, tranne per chi scappa dalle guerre, come in Libia. Ma è praticamente sicuro che le domande di asilo torneranno a salire quando la pandemia sarà finita o quantomeno sarà sotto controllo.

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