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Eitan rapito, come ha fatto il nonno a portarlo via dall’Italia

La vicenda della sottrazione del piccolo Eitan da parte del nonno materno sta alimentando molti dubbi e perplessità sulle modalità con cui è stato possibile portare via il piccolo dall'Italia.

Cronaca
Pubblicato il 13 settembre 2021, alle ore 10:34

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Eitan rapito, come ha fatto il nonno a portarlo via dall’Italia

Com’è stato possibile portare via il piccolo Eitan dall’Italia? Il nonno dell’unico sopravvissuto al disastro della funivia del Mottarone ha detto di aver portato il nipote in  Israele. Nonostante il piccolo fosse stato affidato a una zia paterna residente in Italia. Una tragedia nella tragedia quella che sta vivendo il bambino diviso tra due famiglie: quella del padre e quella della madre.

Ma oltre alla compassione che la storia suscita, ci sono anche tanti interrogativi. Primo fra tutti come ha fatto il nonno del bambino ad eludere le disposizioni della magistratura italiana, a cui si aggiunge un altro quesito, cioè quello di come sia stato possibile per l’uomo organizzare un piano così preciso e minuzioso, rapendo il nipote senza che venisse scoperto dalle autorità italiane.

Il caso di bambini sottratti e portati in altri Paesi non è certo una novità. Sono tanti i fatti di cronaca che riportano di sottrazioni internazionali di minori da parte di padri, madri o stretti familiari. Nel caso di Eitan occorrerebbe appurare se il bambino abbia la doppia cittadinanza. In tal caso non si sarebbe in presenza di forzatura delle procedure.

L’autorità israeliana infatti avrebbe il diritto di emettere un documento valido intestato al minore. Se poi non ci sono denunce in corso, le autorità di polizia addette ai controlli non possono impedire l’imbarco del minore. La famiglia italiana alla quale il piccolo Eitan era stato affidato, non aveva alcun sentore che il nonno paterno potesse essere una minaccia per il bambino.

Dunque il nonno sembra abbia ottenuto tale fiducia con il tempo. Quello necessario per pianificare, ottenere i documenti necessari per l’espatrio, la scelta di un eventuale aeromobile privato (pare che sia partito da Lugano), le tempistiche e le modalità di fuga, la costruzione di un rapporto con il bambino, mirando ad ottenere la fiducia dello stesso. 

Eitan è cittadino italiano, è arrivato in Italia a un anno, la sua casa è a Pavia dove è cresciuto. Tutto il suo percorso di vita è stato a Pavia”, ha detto Aya Biran-Nirko, la zia paterna di Eitan nominata tutrice legale. La famiglia ha dicharato di essere molto preoccupata per la sua salute. 

Dopo un lungo ricovero all’ospedale Regina Margherita di Torino, Eitan è stato affidato alla zia paterna, un medico 41enne che vive con il marito Or Nirko e due figlie che frequentano la stessa scuola di Eitan. Dopo tre mesi la tragedia, il ramo materno della famiglia, residenti in Israele, hanno presentato richiesta di affidamento. 

Stando a quanto riferito dalla zia che ha avuto l’affidamento del bambino, Shmuel Peleg, il nonno del bimbo che lo ha portato in Israele, è stato condannato per maltrattamenti nei confronti della ex moglie. La stessa ha esortato le autorità israeliana ad attenzionare anche le cartelle cliniche della zia materna, per appurare le gravi lo stato di salute psichico e le  pregresse condanne nei confronti del marito attuale della nonna. . 

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Cosa ne pensa l’autore
Tiziana Terranova

Tiziana Terranova - Davvero un piano ben riuscito quello del nonno materno del piccolo Eitan, Ma questo suo folle gesto è davvero per il bene del bambino? Sicuramente no. Eitan sta vivendo un dramma nel dramma, ma sembra che la famiglia materna del piccolo non vuole capire. Eitan non è di proprietà di nessuno. Il piccolo è trattato e visto da parte della sua famiglia materna come un oggetto, su cui avanzare pretese. Che tristezza.

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