Sono stati rilasciati su cauzione i due giornalisti di Al Jazeera incarcerati il 29 Dicembre 2013, con l’accusa di controinformazione e favoreggiamento dell’organizzazione dei Fratelli Musulmani. Con la stessa accusa erano state condannate 20 persone tra reporter, fotografi e cameraman tra i quali figurano l’australiano Peter Greste (liberato il 1° Febbraio, in seguito a circa 400 giorni di detenzione) ed altri undici reporter ed operatori condannati in contumacia.
Il caso aveva scatenato reazioni di sdegno da ogni parte del mondo, compresa quella del Primo Ministro britannico David Cameron, che davanti alle telecamere affermò di essere rimasto “completamente sgomento” dinanzi alle condanne inflitte dal governo egiziano, e dal verdetto di colpevolezza. L’emittente Al Jazeera ha sede in Qatar, e gli attriti con l’Egitto erano cominciati dal momento in cui venne destituito il Presidente Mohamed Morsi, poiché secondo l’accusa i suddetti giornalisti avrebbero fabbricato materiale falsificato allo scopo di sostenere la causa dei Fratelli Musulmani in Egitto, fornendo al contempo all’organizzazione fondi neri per continuare la propria campagna.
La liberazione dei due giornalisti è avvenuta mediante il pagamento di una cauzione di circa 32.000 dollari, ma nonostante ciò il caso non è ancora ritenuto chiuso, poiché la prossima udienza è già stata fissata al 23 Febbraio. Il destino di Mohamed Fahmy e Baher Mohamed dipende quindi da ciò che succederà in quella data, e non è detto che venga applicata l’espulsione dal Paese come accaduto per esempio nel caso di Greste, che una volta scarcerato ha potuto ripartire immediatamente per l’Australia.