Rischia di chiudere definitivamente l’ultimo polo della seta De Negri, opificio che risale alla dinastia dei Borbone. Il sindaco di Caserta, Pio Del Gaudio, interviene in favore del setificio dicendo: “Chiederò al governo Renzi di firmare un accordo di programma per le seterie di San Leucio e all’Asi un’area da dedicare al comparto con la formula più idonea”. Ad annunciare la notizia della chiusura del setificio è stato l’ex ministro di Beni culturali Massimo Bray, che accomuna a questa l’altra gemma del “sistema” borbonico, ovvero la scuola delle ceramiche Caselli di Capodimonte a Napoli, che ha subito un accorpamento che ha sollevato polemiche.
L’ufficiale giudiziario eseguirà l’ordinanza di sfratto emanato dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere il 3 marzo, data in cui l’ultima fabbrica lascerà il territorio. Purtroppo l’imprenditore edile che ha acquisito i locali dal curatore fallimentare ha richiesto il possesso senza operai né macchinari.
La fabbrica di seta dell’Antico Opificio Serico dei genovesi De Negri si trovava qui dal 1970, ed era stato riassorbito dalla famiglia romana Sabelli. Ecco le parole di Andrea Sabelli, il proprietario: “Rischia di venire cancellata un’altra realtà produttiva di eccellenza. Occorre sedersi attorno a un tavolo per trovare la soluzione, perché in quell’edificio c’è un percorso non solo imprenditoriale, ma anche culturale di grande importanza. Lo sfratto ce lo manda la società che ha comprato l’immobile. Io da solo non ce l’ho fatta e ho chiesto un piccolo aiuto. Ho provato a offrire all’acquirente un’ipotesi di affitto per un periodo, cui sarebbe seguita una proposta di riacquisto dell’immobile “.
La scomparsa della fabbrica è un altro baluardo storico che verrà a mancare in Campania, una pietra miliare della storia dell’artigianato italiano realizzata dai Borbone. Mantenere il primato della produzione è stato difficile anche per altri setifici, ed è chiaro che De Negri e Sabelli non avrebbero voluto andarsene. Il sindaco Del Gaudio aggiunge: “Da circa un anno abbiamo cercato di aiutare i setifici dandogli delle stanze al Belvedere di San Leucio per attività di promozione. Il problema è che vivono una crisi grossa interna ed esterna, per la concorrenza cinese. Oggi ho sentito Sabelli, che chiede aiuto: mi rivolgerò a Roma. Se qualcuno avesse però disegni speculativi, come è capitato in passato, e volesse licenziare gli operai per farci le case, se lo può scordare”.