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Napoli

Donna fatta a pezzi a Pianura: all’appello mancherebbe la testa

Gli inquirenti sono alla ricerca degli altri pezzi del cadavere di Eleonora Di Vicino, la donna di 85 anni fatta a pezzi dal figlio a Pianura, periferia occidentale di Napoli. All'appello mancherebbe la testa.

Cronaca
Pubblicato il 11 settembre 2021, alle ore 17:27

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Donna fatta a pezzi a Pianura: all’appello mancherebbe la testa

Un omicidio spettrale, atroce, efferato. Più passano le ore e più emergono dettagli scioccanti sull’assassinio di Eleonora Di Vicino, la donna di 85 anni uccisa e fatta a pezzi dal figlio, Eduardo Chiarolanza, 59 anni, a Pianura, quartiere della periferia occidentale di Napoli.

I resti della povera donna sono stati ritrovati in una borsa nella zona della Montagna Spaccata, dove il59enne li ha lasciati dopo aver commesso l’omicidio. Secondo gli inquirenti, però, i resti non ci sarebbero tutti, in quanto sono presenti il tronco e gli arti della mamma, mentre mancherebbe la testa.

Gli inquirenti proseguono la ricerca delle restanti parti del cadavere 

Molto probabilmente dall’udienza di convalida di fermo di Chiarolanza, che ha trascorso la sua prima notte in prigione, potrebbero emergere maggiori indicazioni sull’ubicazione della testa di Eleonora Di Vicino. Le tracce di Eleonora si sono perse qualche giorno fa, quando la donna, di 85 anni, è sparita dalla sua casa in contrada Pisani, tra il quartiere partenopeo e la zona flegrea.

Dopo la denuncia arrivata da una vicina dell’anziana donna, i carabinieri hanno avviato le ricerche, rinvenendo i resti umani dell’anziana non molto lontano dalla sua abitazione.Gli esami confermano che appartengono a Eleonora. Il figlio è stato fermato dai militari. 59enne, disoccupato, sofffrirebbe di problemi psichici non meglio precisati dagli inquirenti e ha confessato l’omicidio della madre. Proprio grazie alle parole dell’uomo, gli inquirenti sono riusciti a ritrovare la borsa con i resti dell’85enne.

Scriveva su Facebook in inglese, Eduardo Chiarolanza e ironizzava, sempre con battute in lingua inglese, sulle mamme cattive.Dall’analisi dei post sul social network dell’uomo, fermato con l’accusa di aver ammazzato e fatto a pezzi la madre, emergono post contradditori, scollegati, e sicuramente non è da ciò che si vede “in chiaro” su Facebook che si può capire perché l’uomo si è macchiato di un delitto così grave.Secondo gli inquirenti ha agito senza pianificare, quindi fra le accuse contestate, omicidio volontario e occultamento di cadavere, non c’è la premeditazione.

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Cosa ne pensa l’autore
Caterina Lenti

Caterina Lenti - Un omicidio efferato, spietato, con ancora tanti grossi punti interrogativi ma soprattutto con la necessità di recuperare i resti della donna fatta a pezzi, in particolare la testa. Mi auguro che la giustizia faccia il suo corso e che quest'uomo (che forse non meriterebbe di essere definito tale) venga rinchiuso per sempre in carcere.

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