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Palermo

Don Luigi Ciotti contro il Decreto Sicurezza bis

Per don Luigi Ciotti il Decreto Sicurezza, voluto da Matteo Salvini, va contro l'umanità, il rispetto dei trattati internazionali firmati anche dall'Italia, la Costituzione, la democrazia e, in quanto sacerdote, è un decreto non evangelico

Cronaca
Pubblicato il 4 agosto 2019, alle ore 18:42

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Don Luigi Ciotti contro il Decreto Sicurezza bis

La disumanità non diventi legge” è lo slogan che sta girando in questi giorni nel web insieme all’hashtag #decretosicurezzabis, firmato da don Luigi Ciotti. Il presbitero prende posizione e, attraverso un video pubblicato su YouTube, motiva il suo andare contro al Decreto Sicurezza bis in discussione in aula del Senato domani, lunedì 5 agosto.

Don Luigi Ciotti, sacerdote e attivista italiano, fondatore del Gruppo Abele e dell’Associazione Libera definisce “aberrazione giuridica” il testo che Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio, ha fortemente voluto.

La protesta di don Ciotti

Secondo don Lugi Ciotti il potere del ministro dell’Interno, in materia di immigrazione, è già enorme, una estensione maggiore di questo potere rappresenterebbe “una invasione di campo, una appropriazione indebita di ruoli e competenze altrui”, ulteriore “segno di un’ambizione sfrenata” che si mostra indifferente alla saggia divisione dei poteri su cui la democrazia si fonda.

Don Ciotti ci tiene a evidenziare che il Decreto Sicurezza che domani approderà in Aula del Senato è una vergogna per l’Italia, perchè totalmente disprezzante dei trattati internazionali firmati anche dall’Italia. Questi trattati impongono al nostro Paese di non essere indifferenti ai naufraghi e alle persone in difficoltà, offrendo loro un aiuto. In quanto sacerdote, don Ciotti, ricorda anche una corrispondenza evangelica nei principi sottoscritti, il Vangelo infatti chiede di accogliere le persone oppresse e discriminate, di denunciare le ingiustizie, di costruire una società più umana a partire proprio da questo mondo.

Anche secondo don Ciotti il fenomeno migratorio è difficile da governare e da gestire, ma il Decreto Sicurezza in questione, “non è un segno di governo ma di una gestione cinica del potere, tramite mezzi di cui la storia del Novecento ci ha fatto conoscere gli esiti tragici: la rappresentazione della vittima e del debole come nemico”.

Don Ciotti, presente al settimo raduno nazionale dell’associazione antimafia ‘Libera’, tenuto oggi a Trappeto, in provincia di Palermo, ha gridato con forza: “La disumanità non diventi legge” e ha chiesto a tutti di fare lo stesso.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Mi pare che don Luigi Ciotti abbia saputo farsi portavoce di valori da salvaguardare, quali la dignità umana, con fermezza e consapevolezza, dunque non un "sentire" solo personale, ma condiviso da molti nella storia come anche ai nostri giorni. La persona al di là della sua provenienza, del colore della pelle o della religione ha una dignità e va salvaguardata a qualsiasi costo.

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