Disoccupazione: è morto il senegalese che si era dato fuoco perché senza lavoro

Il senegalese Toure Falou è morto dopo essersi dato fuoco a Palermo appena un mese fa. Il ragazzo, 26 anni, era in stato depressivo e ha pensato di farla finita per la disoccupazione

Disoccupazione: è morto il senegalese che si era dato fuoco perché senza lavoro

Un’altra vittima della crisi e della disoccupazione. Muore all’ospedale civico di Palermo, dopo oltre un mese di lotta tra la vita e la morte, il senegalese Toure Falou, un giovane di 26 anni che nel mese di maggio si era dato fuoco in corso dei Mille a Palermo. Il giovane versava in gravissime condizioni ed è stato per tutto questo tempo ricoverato nella seconda rianimazione,  con pericolose ustioni di secondo e terzo grado in quasi la totalità del corpo.

La morte del ragazzo è stata resa nota ai rappresentanti della comunità palermitana del Senegal e anche ad Adham Darawsha, presidente della consulta comunale per gli immigrati. Dalle indagini effettuate dalla polizia sulla situazione del ragazzo prima di darsi fuoco in quel giorno sfortunato, pare che il giovane fosse depresso per la disoccupazione e gli mancava una certa sicurezza economica. Qualcuno aveva visto il senegalese con una bottiglia in mano mentre gironzolava la sera dell’incendio, poi a quanto pare si è buttato la benzina addosso e si è dato fuoco.

Al momento dell’incendio il ragazzo è stato soccorso da un commerciante che ha cercato di aiutarlo, ed è subito corso a prendere l’estintore per spegnere le fiamme che si propagavano sul suo corpo. Il giovane è stato trasportato subito in ospedale, dove gli hanno riscontrato ustioni gravissime e hanno tentato di salvarlo con tre interventi chirurgici eseguiti a distanza di qualche settimana l’uno dall’altro. Ma per il ragazzo non c’è stato nulla da fare.

Lo stato di depressione di Toure Falou lo ha portato ad una condizione di disperazione, che gli faceva vedere tutto nero e non gli consentiva di riflettere per trovare una via d’uscita. La mancanza di aiuto dalle istituzioni e dai governi, che sembrano indifferenti di fronte alle esigenze dei cittadini, condiziona fortemente lo stato d’animo delle persone, che cercano nel  lavoro la soluzione per emergere dalla disoccupazione e riacquistare la dignità umana.

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