Direttore della Caritas di Trapani arrestato per reati sessuali

Don Sergio Librizzi è stato fermato con l'accusa di avere chiesto prestazioni sessuali agli immigrati in cambio di rifugio politico. La Curia sospende il sacerdote con profonda amarezza

Direttore della Caritas di Trapani arrestato per reati sessuali

Arrestato il direttore della Caritas di Trapani, don Sergio Librizzi, accusato di concussione e reati sessuali. I carabinieri hanno perquisito la sua casa dove hanno trovato alcuni pc che saranno esaminati per valutare se vi sono altri elementi che aggravano la sua posizione. L’uomo è stato arrestato soprattutto perché coinvolto nella gestione degli sbarchi dei migranti, che vengono trasferiti nei vari centri dopo i soccorsi nel canale di Sicilia.

Don Sergio Librizzi, che è titolare della parrocchia di San Pietro a Trapani, è stato sospeso dalla Curia per prudenza, come ha comunicato la stessa Curia vescovile di Trapani, profondamente amareggiata dall’arresto del reverendo Librizzi. Ecco la nota: “Confidando nell’operato della magistratura, a cui assicuriamo il massimo della collaborazione per l’accertamento della verità, chiediamo alla comunità ecclesiale d’intensificare la preghiera, coscienti dalle parole del Vangelo che solo la verità rende liberi”. 

L’accusa per il direttore della Caritas è di aver richiesto prestazioni sessuali a migranti maschi in cambio di asilo politico. Il sacerdote, molto influente sulla commissione territoriale presso la Prefettura, si occupava del rilascio della protezione ed interveniva a favore dei migranti, costringendo però i giovani a prestazioni sessuali, grazie alla sua posizione di potere. A completare il quadro delle accuse hanno fortemente contribuito le intercettazioni ambientali, che hanno permesso di rilevare episodi che vanno dal 2009 ad oggi. Numerose le vittime; non solo migranti, ma anche persone indigenti che si rivolgevano alla Caritas, che venivano sempre costrette a subire atti sessuali in cambio di favori.

Numerosi gli incontri nei sei mesi, con intercettazioni registrate grazie alle cimici introdotte dagli investigatori nell’auto del reverendo che veniva utilizzata per i suoi approcci sessuali. Adesso il sacerdote è in carcere, e gli è stata data la custodia cautelare per evitare un inquinamento delle prove. Le accuse a suo carico sono molte e chiare e la sua posizione è abbastanza pesante. Una delusione forte per chi crede nelle persone della chiesa, che dovrebbero essere portatori dei diritti e della giustizia umana, fatta di amore e carità e non di prestazioni sessuali a bordo di una macchina.

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