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Roma

Diciotti: 50 migranti irreperibili. Si sono allontanati dal Centro d’accoglienza

Cinquanta migranti trasferiti dalla nave diciotti ai centri d'accoglienza si sono allontanati volontariamente. Salvini ironizza: "Non li avevo sequestrati?", la Caritas li difende: "Non è una fuga".

Cronaca
Pubblicato il 6 settembre 2018, alle ore 14:44

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Diciotti: 50 migranti irreperibili. Si sono allontanati dal Centro d’accoglienza

Circa 50 migranti sui 100 sbarcati dalla nave Diciotti si sono allontanati rendendosi irreperibili. Alcuni di essi sono andati via dal Centro di Rocca di Papa a Roma, prima della partenza verso le diocesi ospitanti, mentre altri sono scappati una volta arrivati nei centri Caritas. Il Viminale specifica che per legge queste persone possono muoversi liberamente senza essere sottoposte alla Sorveglianza dello Stato italiano. 

Non si è fatta attendere la risposta di Matteo Salvini sulla vicenda: “Più di 50 degli immigrati sbarcati dalla Diciotti erano così ‘bisognosi’ di avere protezione, vitto e alloggio, che hanno deciso di allontanarsi e sparire! Ma come, non li avevo sequestrati?”, poi continua il Ministro dell’Interno: “Èl’ennesima conferma che non tutti quelli che arrivano in Italia sono ‘scheletrini che scappano dalla guerra e dalla fame'”. 

I fatti

A quanto pare, sei migranti si sarebbero allontanati già il primo giorno di trasferimento, ovvero venerdì 31 Agosto. Successivamente altri 2 eritrei il 2 Settebre, prima del trasferimento alla diocesi di Firenze. Ad essi si aggiungono 19 migranti andati via autonomamente il 3 Settembre, ed altri 13 spariti nella giornata di martedì, prima di essere destinati ad altre diocesi. Tra i 100, quattro si sono allontanati appena sbarcati a Messina.

Il Viminale precisa che al momento sono in corse le opportune verifiche, per capire il numero esatto delle persone irreperibili e la loro provenienza. Di certo erano tutti maggiorenni che si sono allontanati dopo avere manifestato l’interesse di formalizzare domanda d’asilo. Tutti erano stati comunque identificati con rilievi fotodattiloscopici e inseriti nel sistema digitale europeo. 

La Caritas: “Non è una fuga”

Contro le parole di Matteo Salvini è intervenuto Don Francesco Soddu, direttore della Caritas Italiana. Quest’ultimo spiega che queste persone sicuramente non vogliono rimanere nel territorio italiano: “davanti ad una situazione di affidamento o prima o dopo avrebbero potuto scegliere di allontanarsi volontariamente”, in quanto la struttura accogliente non ha l’obbligo di trattenerli. Per Don Francesco quello dei 50 migranti non è una fuga, ma un semplice allontanamento volontario: “Si fugge da uno stato di detenzione e non è questo il caso”.

I migranti che si sono resi irreperibili secondo Don Francesco potranno richiedere asilo politico in Italia o in altre parti d’Europea portando a termine quindi la domanda già avviata presso le loro strutture.

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Cosa ne pensa l’autore
Serena Spaventa

Serena Spaventa - Sulla situazione dei migranti è difficile esprimersi e trovare chi abbia davvero ragione. Chi si trova in zona "di guerra" ed ha bisogno di salvezza è giusto che sbarchi in altri paesi, ma nello stesso tempo è altrettanto giusto che lo Stato accogliente li identifichi tutti e capisca davvero chi ha bisogno di tale aiuto. Arrivare in un territorio considerato una "salvezza" per ricevere aiuto e poi scappare non lo trovo molto coerente.

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