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Roma

Dibattito in Vaticano: "i cristiani corrotti verranno scomunicati"

L'idea non è nuova, già altre volte Papa Francesco lo aveva non solo proposto, ma anche affermato. La Chiesa, nel "Dibattito internazionale sulla corruzione", guarda anche dentro casa, in Vaticano.

Cronaca
Pubblicato il 17 giugno 2017, alle ore 18:13

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Dibattito in Vaticano: "i cristiani corrotti verranno scomunicati"
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I titoli degli articoli oggi in internet, domani sui cartacei, irrompono con la proposta del Vaticano di scomunicare le persone corrotte o appartenenti ad associazioni mafiose. Niente di nuovo, già lo aveva detto Papa Bergoglio altre volte: ricordiamo, a tal proposito, l’affermazione fatta a Cassano allo Jonio (Cosenza), ancora tre anni fa, rivolgendo ai mafiosi un severo monito: “Quelli che non sono in questa strada di bene, come i mafiosi, questi non sono in comunione con Dio, sono scomunicati“.

In questi giorni, in Vaticano, si sta lavorando attorno al tema della corruzione nel “Dibattito internazionale sulla corruzione”, promosso dal dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale. Tra le strategie di risoluzione, per la Chiesa si sta facendo strada la possibilità di introdurre la scomunica per coloro che praticano la corruzione, o si macchiano dell’associazione mafiosa.

Una nota della Santa Sede precisa che si sta provvedendo nella stesura di un testo guida condiviso da tutti, che scansionerà i lavori successivi e le iniziative che seguiranno. “Tra queste – afferma la Santa sede -, si segnala al momento la necessità di approfondire, a livello internazionale e di dottrina giuridica della Chiesa, la questione relativa alla scomunica per corruzione e associazione mafiosa“.

Il gruppo di lavoro sta lavorando da alcuni giorni, e il tema della corruzione non poteva lasciare fuori dalla lettura il Vaticano, argomento dolente, da affrontare con coraggio e onestà.

Va ricordato che, nel diritto canonico cattolico, la scomunica è la più grave pena che un battezzato possa ricevere, perchè lo esclude dalla vita di fede a cui tutti i fedeli partecipano mediante i sacramenti.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Voler ricavarne qualcosa, sempre e comunque, a spese degli altri, non dice sicuramente di una vita di comunione, di amore, di attenzione al prossimo. La scomunica viene da sé. L'essere tagliato fuori dalla comunione non avviene per atto giuridico della Chiesa, che può solo mettere un timbro sopra, ma per la scelta di un cuore che non risponde più alle esigenze del Vangelo: se anche questa persona continuasse a frequentare chiesa e sacramenti, non ne trarrebbe alcun vantaggio, se non di facciata.

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