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Delocalizzazione call center: il 4 Giugno lo sciopero nazionale

Delocalizzazione del lavoro all'estero: il 4 Giugno lo sciopero nazionale a Roma, per spronare il Governo a trovare una soluzione che salvi il mondo dei call center ed il posto di lavoro di migliaia di italiani

Cronaca
Pubblicato il 30 maggio 2014, alle ore 22:26

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Delocalizzazione call center: il 4 Giugno lo sciopero nazionale

Dopo gli scioperi susseguiti negli ultimi giorni in vari settori, il 4 giugno sarà la volta della manifestazione che si terrà a Roma per la delocalizzazione dei call center di tutta Italia, con un corteo che confluirà in Piazza della Repubblica.

Lo sciopero, che riguarderà migliaia di lavoratori con le cuffie in tutto il territorio nazionale, ha come punto di partenza il problema della delocalizzazione del lavoro all’estero e delle gare d’appalto delle commesse al massimo ribasso e servirà a chiedere al governo delle leggi che tutelino l’intero settore delle telecomunicazioni ed in particolare il mondo dei call center, che sta vivendo una crisi profonda.

In gioco c’è il posto di lavoro ed il futuro di migliaia di famiglie, con una maggiore concentrazione in Sicilia; qui si contano più di 9 mila lavoratori di età compresa tra i 25 e i 50 anni, con una professionalità acquisita che ha raggiunto standard altissimi, con un’alta media di laureati che risponde per conto delle principali aziende italiane quali Telecom, Tim, Infostrada, Wind, Sky, Alitalia, Enel, Mediaset, Fastweb, Vodafone e tante altre.

“Diversi negli anni sono stati gli appelli, sia alle istituzioni, sia a tutti gli attori in causa, che però non hanno mai avuto delle vere risposte e che hanno lasciato migliaia di famiglie (80.000 stimate in Italia), alle prese con un futuro incerto e con la precarietà del posto fisso”: queste le parole del segretario provinciale Cisalcom, Salvo Montevago. Lo stesso ha inoltre dichiarato che “Il settore di fatto ha creato una generazione di precari a tempo indeterminato, lavoratori costretti a sopravvivere con stipendi da fame, e che da diversi anni si trovano nel bel mezzo di una guerra economica di settore, che avvalendosi delle continue delocalizzazioni e delle gare al massimo ribasso, riducono sempre più tutele e salari. Una situazione questa che ormai è diventata insostenibile per le aziende e di conseguenza per i lavoratori che continuano a vedersi ridurre salari e tutele per contrastare questi fenomeni, una sorta di delocalizzazione dei diritti al contrario”.

Il tema non riguarda solo i lavoratori ma anche tutti gli italiani che affidano i propri dati personali (compresi conti correnti e carte di credito) ad aziende che portano il lavoro in Romania, Tunisia ed Albania principalmente, dove il costo del lavoro è bassissimo e dove in linea di massima non esiste il rispetto della privacy dell’utente, con tutte le disastrose conseguenze che si possono immaginare. Chiunque volesse quindi unirsi ai lavoratori italiani, potrà farlo a Roma il 4 Giugno, nella speranza di contrastare una volta per tutte la delocalizzazione del lavoro all’estero.

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