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Delitto di Avetrana, muore il nipote di Misseri

E' deceduto per un tumore il nipote di Michele Misseri, Cosimo Cosma, condannato in primo grado a sei anni per concorso nell'omicidio di Sarah Scazzi. Mimino si era sempre dichiarato innocente

Cronaca
Pubblicato il 9 aprile 2014, alle ore 09:08

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Delitto di Avetrana, muore il nipote di Misseri

All’età di 46 anni è deceduto ad Avetrana per un tumore Cosimo Cosma, conosciuto dall’opinione pubblica come il nipote di Michele Misseri. Mimino, questo il nomignolo con il quale veniva chiamato nel piccolo paese in provincia di Taranto, era stato condannato in primo grado a sei anni di reclusione perchè avrebbe aiutato suo zio Michele Misseri a nascondere il cadavere della quindicenne Sarah Scazzi, assassinata il 26 agosto 2010.

Il caso che più ha sconvolto l’opinione pubblica negli ultimi anni, con la morte di Cosimo Cosma, perde un pezzo di verità. Per tale omicidio sono attualmente in carcere Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano, condannate lo scorso 20 aprile 2013 dalla Corte di Assise di Taranto, dopo ben 15 mesi e 52 udienze, alla pena dell’ergastolo. Per lo stesso omicidio sono stati condannati per il reato di soppressione di cadavere, anche Michele Misseri (padre di Sabrina) a 8 anni di reclusione, Cosimo Cosma e Carmine Misseri (fratello di Michele) entrambi a 6 anni di reclusione.

Durante le indagini di questo omicidio, Cosimo Cosma era stato anche arrestato il 24 febbraio 2011 rimanendo in carcere fino al 10 marzo 2011, quando il Tribunale del Riesame ne ordinò la scarcerazione. Il Cosma si è sempre dichiarato innocente, così come tutti i protagonisti di questa vicenda, ad esclusione del “lunatico” Michele Misseri che, nel corso di questi anni,  ha fornito diverse versioni, prima autoaccusandosi dell’omicidio (e di violenza sessuale) per poi ritrattare e “inguaiare” moglie e figlia, fino a minacciare il suicidio se non venga accertata la sua nuova verità che vedrebbe lui essere l’assassino e moglie e figlia estranee alla vicenda.

Proprio un mese fa erano state pubblicate le motivazioni della sentenza di primo grado: 1600 pagine che raccontano di un omicidio nato per una gelosia di Sabrina nei confronti della giovane cugina Sarah, che si era avvicinata a Ivano Russo (del quale Sabrina era attratta) tanto da provocare anche una lite tra le due ragazze la sera prima del delitto.

Nella prossima estate dovrebbe svolgersi il processo di appello che cercherà di mettere un altro tassello alla verità di questo caso giudiziario, nel quale fino ad oggi l’unica certezza è che la povera Sarah non c’è più.

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