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Cuneo, scritte antisemite sulla porta del figlio di una deportata

È successo a Mondovì, cittadina del cuneese: un uomo ha trovato la scritta "Qui c'è un ebreo" sulla porta di casa. Pochi giorni fa, sul giornale locale, aveva ricordato la madre deportata a Ravensbruck.

Cronaca
Pubblicato il 25 gennaio 2020, alle ore 12:26

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Cuneo, scritte antisemite sulla porta del figlio di una deportata

A poche ore dalla Giornata della Memoria a Mondovi, cittadina nella provincia di Cuneo, è apparsa una grave scritta antisemita sulla porta di un residente, “Juden hier” (“Qui abita un ebreo”), e la stella di David, come quelle utilizzate dai nazisti per identificare gli ebrei. Il proprietario di casa, Aldo Rolfi, ha subito sporto denuncia contro ignoti.

Pochi giorni fa, il protagonista della vicenda aveva ricordato la madre, mancata nel 1996, su un giornale locale, scrivendo tra le altre cose: “La mente torna a notti buie e vergognose della nostra storia recente“. Lidia Beccaria Rolfi, madre del monregalese in questione, era stata una staffetta partigiana e testimone dell’Olocausto, deportata a Ravensbruck come politica: nella sua casa, adesso, abita il figlio Aldo che afferma: “È inquietante quello che è successo questa notte. Non c’è altro modo per commentare“.

Successivamente, per spiegare al meglio l’accaduto, Rolfi continua: “Ieri è uscito un articolo dove ho fatto alcune riflessioni e riportato frasi di interviste di mia madre e questo è il risultato. Mi sembra il segno tangibile di un clima che si è creato e questi sono gli effetti“. Lo storico Bruno Maida, che con Lidia Rolfo ha scritto molti libri sulla deportazione, ha detto la sua opinione in merito a quanto accaduto: “Essere antifascisti è il primo dovere della memoria che abbiamo“.

A definirsi profondamente turbati sono anche Lucia Azzolina, ministro della Scuola, e Paolo Adriano, sindaco di Mondovì. “È un atto gravissimo che, da sindaco e da uomo, condanno fermamente“, afferma quest’ultimo, ricordando anche che la sua città vanta la medaglia di bronzo al valore militare nella guerra della Liberazione. Un accorato post su Facebook arriva anche dal segretario del PD, Nicola Zingaretti, che si dice vicino anche a tutta la comunità ebrea.

Stefano Allasia, presidente del consiglio regionale del Piemonte, esprime profondo sdegno per la scritta antisemita apparsa nelle scorse ore: “È inaccettabile che gesti del genere rievochino il razzismo antisemita per il quale si può solo provare vergogna“, ricordando anche il prossimo anniversario dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz. Allasia presiede anche il Comitato Resistenza e Costituzione. A dichiarare il proprio sostegno, infine, anche il sindaco della città di Cuneo, dove una scuola è intitolata proprio a Lidia Rolfi.

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Cosa ne pensa l’autore
Laura Filippi

Laura Filippi - La comparsa della scritta antisemita sulla porta del figlio della deportata politica monregalese ha generato profondo sdegno tra la popolazione italiana. In attesa che le indagini rivelino qualcosa di più sull'artefice della scritta, anche io mi unisco ai messaggi di conforto verso Aldo Rolfi e verso tutta la popolazione ebraica.

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