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Genova

Crollo ponte Morandi di Genova: il dolore di chi resta a tre anni dalla tragedia

Sono passati 3 anni dal crollo del ponte Morandi di Genova e il dolore di chi resta è eterno, mai lenito dal tempo che passa. Il 14 agosto 2018 sono morte 43 persone.

Cronaca
Pubblicato il 14 agosto 2021, alle ore 18:09

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Crollo ponte Morandi di Genova: il dolore di chi resta a tre anni dalla tragedia

Il tempo passa ma il dolore resta. Sono passati 3 anni dalla morte di figli, mariti, mogli, sorelle, fratelli e amici e i parenti delle vittime del crollo del ponte Morandi di Genova. 

Il pensiero è sempre rivolto a quella maledetta data: il 14 agosto 2018, quando il viadotto della A10 che passava sopra il fiume Polcevera è crollato su se stesso, uccidendo 43 persone

La ricostruzione del crollo

Erano le 11:36 della mattina del 14 agosto 2018 quando è avvenuta la tragedia. Su Genova cadeva una pioggia fitta e sul ponte passavano pendolari diretti al lavoro, amici partiti per le vacanze, famiglie che se ne stavano tornando. 

Il ponte in pochi istanti ha ceduto, ha aperto una voragine sul greto in secca del Polcevera davanti ai mezzi in transito e se alcuni sono riusciti a fermarsi in tempo, salvati dopo interminabili minuti di terrore, altri sono precipitati, ferendosi gravemente ma riuscendo a sopravvivere mentre altri ancora non ce l’hanno fatta.

Chi sono le vittime

La tragedia di Genova si è portata via 43 vittime. Il più piccolo di tutti era Samuele Robbiano, 8 anni, era insieme ai genitori Ersilia Piccinino, 41 e Roberto Robbiano, 44 anni, tecnico informatico. Sarebbero dovuti partire per una vacanza in Sardegna. Un viaggio tanto atteso ma prima di prendere il traghetto erano attesi al pranzo dai nonni.Si erano sposati il 23 luglio, Claudia Possetti, 47 anni e Andrea Vittone, 49 anni. Erano appena tornati dal viaggio di nozze negli Stati Uniti con i due figli di lei, nati dal primo matrimonio: Manuele e Camilla Bellasio, di 16 e 12 anni. Erano diretti a Riva Trigoso per qualche giorno di ferie prima di tornare al lavoro. Erano originari di Pinerolo, in provincia di Torino.Cristian Cecala, 43 anni originario di Oleggio nel novarese, la moglie Dawna Munroe giamaicana di 42 anni e la figlia Crystal, 9 anni. Stava partendo per le vacanze all’isola d’Elba dove li apsettava la zia di Cristian. I due si erano conosciuti in Giamaica, si erano innamorati e qui avevano fatto nascere la loro bambina. Poi si sono trasferiti in Italia.

Avrebbero dovuto imbarcarsi a Livorno alle 17 di quel tragico martedì.Alberto Fanfani 32 anni, di Firenze, lavorava come anestesista a Pisa come specializzando. Viaggiava in auto in compagnia della fidanzata, Marta Danisi di 29 anni, originaria di Sant’Agata di Militello (Messina), infermiera ad Alessandria. Lui la stava riaccompagnando da Pisa ad Alessandria dove Marta aveva trovato lavoro in attesa di poter tornare a Pisa. Si sarebbero dovuti sposare il 25 maggio 2019.Tra le vittime i quattro ragazzi di Torre del Greco: Matteo Bertonati, 26 anni apparteneva a una famiglia tra le più conosciute in città imepgnate nel settore del corallo, Giovanni Battiloro giornalista e videomaker di 29 anni e i due cugini Gerardo Esposito, 27, e Antonio Stanzione 29. Stavano attraversando Genova per dirigersi verso Nizza e poi a Barcellona.Carlo Jesus Erazo Trujillo, di 23 anni, peruviano, abitava vicino ad Arezzo. Era fidanzato con Stella Boccia, 24 anni, anche lei è morta nel crollo del ponte. Lavorava in un negozio di abbigliamento. I due erano di ritorno da una vacanza.Elisa Bozzo, 34 anni, di Busalla frazione Sarissola, viaggiava su una Opel nera. Capelli biondi, fisico da modella. Sono stati gli amici a lanciare l’appello sui social network.

La speranza di ritrovarla si è spezzata poco dopo.Erano attesi al lavoro, ma per il traffico avevano fatto tardi. Un ritardo che è costata la vita a due ragazzi albanesi, Edi Bokrina di 32 anni e Marius Djerri, di 22 anni, da tempo residenti in Italia. Solo pochi minuti prima della tragedia avevano chiamato la ditta di pulizie per la quale lavoravano per avvertire del contrattempo e assicurare che si stavano affrettando. Erano diretti a Rapallo. Marius era una promessa del calcio e giocava come attaccante della Campi Corniglianese calcio.Stavano andando dalla Francia alla Sicilia per un festival techno i quattro ragazzi francesi partiti da Montpellier stavano raggiungendo l’imbarco dei traghetti. Si chiamavano Axelle Namate, 19 anni, Nathan Gusman, 21, Melissa Bastit, 22, William Pouzadoux, 22.Tra le vittime anche il savonese Giorgio Donaggio, 57 anni ed ex campione di moto trial stava viaggiando con la sua Volvo in direzione di Santa Margherita Ligure. Donaggio era residente a Toirano (Savona), ed era anche un “maestro d’ascia” (costruiva barche in legno) e il titolare della Donaggio Boat Service, attiva nel porto di Andora.Henry Diaz Henao aveva 28 anni e studiava ingegneria. Viveva a Uscio, entroterra genovese. Henry era un grande tifoso interista e viaggiava a bordo della sua Opel gialla e stava accomopagnando Angela Zerilli, 58 anni residente a Corsico. Era in Liguria per un soggiorno in un centro benessere. Funzionaria della Regione Lombardia da otto anni lavorava alla direzione cultura.

Le altre vittime 

Amante dei viaggi, parlava sette lingue.Francesco Bello, 41 anni di Serra Riccò viveva a Pegli ed era un amante di gatti e si prendeva cura di una colonia a Pegli.Andrea Cerulli, 47 anni, era un portuale della Culmv molto conosciuto negli ambienti del tifo genoano. È morto mentre andava al Psa per iniziare il suo doppio turno di lavoro perchè il giorno dopo voleva festeggiare i 90 anni della nonna alla quale era molto legato. Era padre di un bimbo.Nel crollo di ponte Morandi ha perso la vita anche Luigi Matti Altadonna, 35 anni. Era originario di Curigna in Calabria ed era tornato a vivere a Genova da poche settimane. Lascia la moglie e quattro figli. Era al suo ottavo giorno di lavoro ed era a bordo del furgone con Gianluca Ardini, uno dei sopravvissuti.Juan Carlos Pastenes, 64 anni, faceva lo chef. Originario di Santiago del Cile, viveva a Genova da più di trent’anni. Con lui è morta anche la moglie Nora Rivera, 47 anni e l’amico Juan Ruben Figueroa Carrasco, 60 anni.Gennaro Sarnataro, autotrasportatore di Casalnuovo (Napoli), 43 anni, si occupava di trasporto di ortofrutta e stava rientrando in Italia dalla Francia, anche lui ha perso la vita nel crollo. Era spostato e aveva due figli.È morto alla guida del tir Vincenzo Licata, di 57, nato ad Agrigento e residente con la famiglia in provincia di Vicenza.

Morto anche l’autostraportatore Anatoli Malai, 44 anni, di origine moldava, viaggiava insieme a Marian Rosca, autista romeno di 36 anni che è rimasto ricoverato all’ospedale San Martino per quattro giorni. L’uomo, un camionista, era arrivato nel nosocomio ligure in condizioni disperate con un trauma toracico e, sopratutto, un trauma cranico “importantissimo”. I medici hanno fatto il possibile per salvarlo ma la situazione era troppo compromessa. I suoi organi sono stati donati salvando così la vita a tre persone.Alessandro Robotti, 50 anni, e la moglie Giovanna Bottaro, 43 anni, erano andati al mare a Varigotti e stavano tornando nella loro casa ad Arquata Scrivia in provincia di Alessandria.

Alessandro aveva gestito una farmacia ed era un attivo astrofilo tanto da essere tra i soci fondatori del Gast, un gruppo di appassionati di astronomia della sua cittadina.Tra chi ha perso la vita anche Alessandro Campora, 55 anni di Aster, era vicino alla pensione. È stato travolto dal crollo del ponte. Viveva a Livellato, nell’entroterra genovese. Gli manca un mese alla pensione.Tra le vittime anche i due lavoratori dell’Amiu. Bruno Casagrande, 57 anni e Mirko Vicini, 30. Dopo mesi di disoccupazione avevano trovato un contratto stagionale. Il crollo del ponte li ha uccisi mentre erano intenti a scaricare il loro mezzo nell’isola ecologica. Mirko è stata l’ultima vittima a essere recuperata dopo cinque giorni di ricerca con la madre Paola rimasta sempre accanto alle macerie.

Anche il presidente del Consiglio, in occasione dell’anniversario della strage, è intervenuto per “esprimere la più sentita vicinanza del governo ai familiari delle 43 vittime, a tutti i feriti, e a chi ancora oggi soffre le conseguenze di quel trauma. “Non voglio entrare nel merito della vicenda giudiziaria, che farà il suo corso. Sono anche consapevole che qualsiasi messaggio non può riportare in vita i vostri cari né cancellare il vostro dolore e quello di tutta la città. Voglio però riaffermare l’impegno del governo affinché non si verifichino mai più eventi così tragici e dolorosi

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Cosa ne pensa l’autore
Caterina Lenti

Caterina Lenti - Ci sono dolori che restano, indelebili, come quelli dei parenti delle 43 vittime del ponte Morandi di Genova che ho voluto elencare a distanza di 3 anni dal giorno in cui è avvenuta la terribile tragedia per non dimenticare. Vegliate sui vostri cari da lassù, certa che siete voi la loro forza.

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