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Cremona: manifestazione per ferito Visigalli finita in guerriglia

Emilio Visigalli, vittima degli incidenti dopo Cremona-Mantova, è ancora in gravi condizioni. Il corteo a Cremona è finito in disordini e guerriglia, avvenuti dopo che sono arrivati giovani vestiti di nero con caschi e bastoni

Cronaca
Pubblicato il 25 gennaio 2015, alle ore 10:52

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Cremona: manifestazione per ferito Visigalli finita in guerriglia

Il corteo che si è svolto a Cremona per protestare contro l’aggressione avvenuta domenica scorsa nei confornti di Emilio Visigalli, esponente del centro sociale Dordoni, dai militanti di Casa Pound,  ed è invece sfociato in una sorta di guerriglia urbana. Momenti di tensione si sono verificati quando un gruppo di black-bloc si è messo in testa ai manifestanti: i giovani vestiti di nero, con addosso dei caschi e dei bastoni in mano avrebbero fatto di tutto per deviare la manifestazione. A quel punto sono stati lanciati sassi, bottiglie e fumogeni contro la polizia, che per difendersi è stata costretta a sparare i lacrimogeni.

Duemila persone si erano presentate alla manifestazione e uno striscione con la scritta “Chiudere tutti i covi fascisti, Emilio resisti lottiamo con te” campeggiava sopra tutti. Emilio Visigalli, che è stato malmenato subito dopo l’incontro di calcio Cremona-Mantova, si trova ancora in ospedale ed è in condizioni serie. Mentre il corteo stava procedendo, seppure tra proteste e urla, lo striscione che reggeva anche la moglie di Visigalli è scomparso e il gruppo di giovani vestiti di nero si è messo a capo del corteo. A quel punto non si è capito più nulla, e la situazione è diventata incandescente.
Bottiglie, sassi e fumogeni sono stati lanciati contro la polizia, che per forza di cose ha dovuto sparare i lacrimogeni che hanno disperso i manifestanti. A creare disordini è rimasto però il gruppo di black-bloc, che erano almeno un centinaio, e che hanno anche tentato di arrivare vicino al comando provinciale dei carabinieri, dove c’erano polizia e carabinieri. Durante gli scontri i giovani hanno distrutto alcune vetrine di banche e di edifici, e hanno preso di mira anche le vetrate della sede del comando della polizia locale, completamente distrutte dai lanci di sassi.  

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista-Sinistra europea, ha così commentato l’accaduto: “Il corteo antifascista a Cremona è stato caricato dalla polizia mentre i fascisti che aggrediscono agiscono sempre indisturbati: è una situazione vergognosa e inaccettabile. Come mai l’aggressione del compagno Emilio Visigalli del centro sociale Dordone è ancora senza alcun responsabile? Il governo chiuda i covi di Casa Pound”. E insiste nel dire che occorrono provvedimenti per evitare questi disordini.

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