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Covid è allarme suicidi: 71 in Italia da marzo

Gli psichiatri: "Fenomeno in aumento per paura della malattia, isolamento sociale, conseguenze economiche". Il Coronavirus colpisce anche la salute mentale, dall'inizio del lock-down (nel mese di marzo) ad oggi si sono registrati 71.

Cronaca
Pubblicato il 9 settembre 2020, alle ore 16:55

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Covid è allarme suicidi: 71 in Italia da marzo

Il Coronavirus colpisce anche la salute mentale, dall’inizio del lock-down (nel mese di marzo) ad oggi si sono registrati 71 suicidi in tutta Italia e 46 tentativi di togliersi la vita. Un dato in aumento rispetto allo stesso periodo del 2019, quando il numero di persone che si sono uccise per motivi legati alla crisi economica si attestava a 44 persone.

L’aumento sarebbe da attribuire secondo gli psichiatri non solo alla paura della malattia, ma anche all’isolamento sociale e le derivanti conseguenze economiche. Inoltre, gli esperti attribuiscono l’aumento dei suicidi e dei tentativi di suicidio durante il lockdown anche alla chiusura degli ambulatori presso i quali molte persone effettuano terapie psicologiche e psichiatriche. Covid: chi sono le vittime del suicidio? Le vittime di suicidio da covid sono per lo più imprenditori angosciati dai debiti, seguiti da pazienti con un disagio mentale che ‘esplode’ durante l’isolamento.

Molti sono anche pazienti Covid positivi che temono di morire o di contagiare i propri cari e decidono di farla finita, come l’infermiera che lavorava nei reparti di terapia intensiva. Gli psichiatri lanciano l’allarme, dopo i racconti di tante storie di sofferenza dei mesi di pandemia. L’aspetto economico è molto importante ma pesano anche lo stigma, il senso di esclusione, il dolore sociale oltre quello fisico. I problemi legati alla salute mentale sono comuni, per questo motivo gli esperti del settore raccomandano di prestare attenzione ad alcuni consigli per ridurre lo stress e favorire il benessere.

Sono numerosi gli psicologi che per la gestione dello stress e il mantenimento del tono dell’umore, raccomandano di mantenere uno stile di vita sano ovvero una dieta bilanciata, sonno regolare ed esercizio fisico. Inoltre, è sempre consigliabile tenere la mente occupata con: la lettura di un libro, la visione di un film, ascoltare la musica, cucinare, rispolverare giochi da tavolo.

Infine, è da precisare che lo stress costituisce una risposta fisiologica a determinati cambiamenti e consente al nostro organismo di raggiungere il necessario adattamento per sopravvivere. Esso, predisposto per un lungo periodo può portare all’insorgenza di problematiche sia fisiche che psicologiche anche gravi.

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Cosa ne pensa l’autore
Caterina Perna

Caterina Perna - Credo che lo stress di per sé non costituisce una patologia; anzi è una risposta necessaria alla sopravvivenza. Sebbene, nei casi di stress cronico occorrerebbe intervenire, magari nella fase iniziale con psicoterapia e, nei casi più gravi, con psicofarmaci prescritti da un psicoterapeuta, complementari ad un percorso psicoterapeutico. Lo stress cronico va sconfitto.

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Commenti
Simona Bernini
Simona Bernini

09 settembre 2020 - 17:18:51

Oh mio Dio! Preoccupante.

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