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Covid-19: variante inglese anche in Veneto

Dopo un giorno di sosta sono riprese le dirette del governatore Luca Zaia: "In Veneto trovata la variante inglese del Covid". E non solo, la dottoressa Antonia Ricci: "Scoperte anche mutazioni tipiche solo del nostro territorio"

Cronaca
Pubblicato il 26 dicembre 2020, alle ore 17:04

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Covid-19: variante inglese anche in Veneto

Un giorno di pausa sugli aggiornamenti Covid in Veneto non ha portato con sé buone notizie, oggi 26 dicembreLuca Zaia presidente della Regione Veneto, ha presentato gli ultimi dati sul contagio e sulle le vittime. In particolare il governatore ha riferito che la vigilia di Natale è stata rilevata la variante inglese del Covid in Veneto.

I casi di persone positive dalla variante inglese sono tre, residenti a Treviso e Vicenza. Due dei quali di età inferiore ai 40, due donne e un uomo senza alcun contatto tra loro. Rientrati da poco dalla Gran Bretagna, avevano manifestato affaticamento e un po’ di febbre. I tre sono stati essi in isolamento e a tutte le persone che erano state in contatto con loro è stato fatto il tampone. Solo uno è risultato positivo.

Oltre a questa comunicazione il Veneto è stato informato che “sono state scoperte anche due mutazioni venete, tipiche del nostro territorio e non presenti nel resto d’Italia“, scrive il Gazzettino online. Zaia ha cercato le parole per rassicurare tutti sull’impegno della Regione: “anche prima del Covid questa Regione ha fatto investimenti nella Sanità“.

Alla conferenza stampa odierna, insieme a Luca Zaia, c’era anche la dottoressa Antonia Ricci, direttore Istituto zooprofilattico delle Venezie che ha spiegato come il lavoro degli esperti stia cercando “di sequenziare il virus trovato in Veneto“. Dai primi risultati, ha detto la dottoressa Ricci, si sa che nel Veneto sono stati isolati 37 virus già a novembre, con “8 diverse varianti del Sars Covid 2“, ma non quella inglese. Alcune mutazioni del virus sono presenti solo in Veneto.

I virus attuali sono diversi dai precedenti perché più contagiosi. La dottoressa Ricci ha parlato di impegno ad approfondire le varianti “territoriali scoperte in questi mesi. Secondo l’esperta e dai primi riscontri il virus dell’estate non ha nulla a che vedere con la seconda ondata. Lo studio e la comprensione delle caratteristiche dei virus aiuteranno a seguire l’andamento dell’epidemia e quindi a mettere in atto azioni efficaci.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Speriamo che questo incubo finisca presto, che gli studi e le strategie per fermare il virus abbiano la meglio. Intanto il nostro impegno non deve venir meno: mascherina, gel disinfettante e mani sempre pulite, insieme allo stare a casa il più possibile, non possono che aiutare a fermare l'avanzata del virus.

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