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Roma

Covid-19, ristoratori denunciano il Governo: "Fateci lavorare". Presidio sotto Montecitorio

Proseguirà ad oltranza la protesta dei ristoratori toscani, alcuni dei quali hanno messo presidio stabile in piazza Montecitorio a Roma. Decisioni prese dall'Esecutivo limitano il diritto di esercizio con provvedimenti presi tramite i Dpcm.

Cronaca
Pubblicato il 24 febbraio 2021, alle ore 19:12

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Covid-19, ristoratori denunciano il Governo: "Fateci lavorare". Presidio sotto Montecitorio

La pandemia causata dal Covid-19 sta mettendo a dura prova il settore della ristorazione. Ormai da mesi, o meglio da quasi un anno, i titolari di bar e ristoranti devono fare i conti con pesanti restrizioni che ne stanno minando la sopravvivenza. Ormai all’emergenza sanitaria, si sta affiancando quelle economica e sociale, e il Governo sta facendo di tutto per poter dare i relativi ristori alle attività danneggiate. Ma questi ultimi ormai non basterebbero più a coprire gli ingenti cali di fatturato che bar e ristoranti stanno avendo. E per questo i ristoratori toscani che fanno parte dell’associazione Tni – Tutela Nazionale Imprese-Ristoratori Toscana, hanno deciso di denunciare l’Esecutivo. 

I titolari di 100 bar e ristoranti hanno unito le forze, e tramite i loro legali hanno presentato un class action collettiva nei confrointi del Governo, attualmente presieduto da Mario Draghi. Gli stessi ristoratori hanno preso presidio fisso a piazza Montecitorio a Roma, lì dove ha sede appunto la Camera dei Deputati. Non se ne andranno fino a quando non arriverà il primo bonifico promesso dall’Esecutivo e la certezza di veri e propri indennizzi. Una situazione che sta diventando davvero molto delicata. I ristoratori arrivano anche da Liguria, Veneto e altre regioni italiane. 

Pasquale Naccari: “Gli aiuti sono stati briciole”

Secondo quanto riferisce Repubblica, che cita fonti degli stessi ristoratori, l’azione legale è stata intrapresa perché le attività hanno subito numerosi e gravi danni, questi “dovuti all’impossibilità di esercitare l’attività per effetto dei provvedimenti normativi che si sono susseguiti nel corso di tutta la pandemia”. Insomma tutti i provvedimenti, molti dei quali presi tramite l’adozione dei discussi Dpcm, stanno minando la sopravvivenza non solo delle imprese, ma anche delle famiglie dei titolari, che spesso incassano poco o niente nelle regioni arancioni e rosse, ma anche in quelle considerate gialle. 

Il legali del gruppo, Gaetano Viciconte e Fabio Cappelletti, “contestano la mancata attribuzione di un risarcimento o comunque di un congruo indennizzo in conseguenza del pregiudizio economico derivante dalle pesanti limitazioni subite nell’esercizio delle proprie attività imprenditoriali”. Per gli avvocati tutti i ristori elargiti fino ad ora sono stati inadeguati, “briciole” le considera il portavoce Pasquale Naccari

Nella serata del 23 febbraio il gruppo di ristoratori ha incontrato il capo del Movimento Cinque Stelle, Vito Crimi, mentre nelle prossime ore, secondo quanto riferisce sempre Repubblica, è previsto un incontro con la delegazione dei deputati di Fratelli d’Italia. Stamattina 24 febbraio i ristoratori toscani hanno invece incontrato Riccardo Molinari, a capo del gruppo della Lega presso la Camera dei Deputati.

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Class action importante quella dei ristoratori toscani, che denunciano di come i ristori non siano sufficienti per poter andare avanti, e chiedono di poter lavorare in sicurezza. Vedremo se il Governo accoglierà le loro richieste, ma per ore, neanche in zona gialla, i ristoranti e bar potranno aprire la sera. Solo in zona gialla si potranno ospitare i clienti ai tavoli fino alle 18:00.

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