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Covid-19, Raffaele Bruno: "Conciliare misure con economia, ma unica soluzione è lockdown"

Lo ha detto il primario di malattie infettive dell'ospedale San Matteo di Pavia, l'uomo è il medico che ha diagnostico il Covid-19 a Mattia, il cosiddetto "paziente 1" di Codogno. Conte: "se contagi salgono Italia sarà zona rossa".

Cronaca
Pubblicato il 25 dicembre 2020, alle ore 12:36

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Covid-19, Raffaele Bruno: "Conciliare misure con economia, ma unica soluzione è lockdown"

Raffaele Bruno, primario di malattie infettive e professore associato all’ospedale San Matteo di Pavia, non ha dubbi: l’unica soluzione che aiuta davvero la curva dei contagi da Sars-CoV-2 a scendere è il lockdown. L’esperto, in un’intervista al quotidiano La Stampa, ha spiegato che la stretta nei giorni di Natale non basterà a frenare la pandemia, per cui, anche se è vero che si devono conciliare “le misure con l’economia”, solo un blocco totale di tutto il Paese può permettere all’epidemia di frenare in modo davvero consistente. Bruno è il medico che per primo in Italia ha disgnostico l’infezione da Sars-CoV-2 su Mattia, il cosiddetto “paziente 1” di Codogno

Secondo l’esperto in questi giorni alternati di zona rossa e arancione, ci sono troppe deroghe, come ad esempio la possibilità di vedere parenti e amici durante la giornata, un fatto che quindi tenderebbe, secondo il professore, a far aumentare la possibilità dei contagi. “Non bisogna inseguire il virus, ma prevenirlo” – queste sono le parole di Bruno, il quale sottolinea che la strategia della divisione dell’Italia in tre fasce di rischio deve essere sostituita con quella del cosiddetto “chiudi e apri”, ovvero prima si abbassano i contagi e poi si riapre man mano tutto in sicurezza. 

Dai del contagio ancora troppo alti

Secondo quanto emerge dal bollettino emesso quotidianamente dal Ministero della Salute e dalla Protezione Civile, il numero dei contagi, anche se in calo di molte unità rispetto alle settimane precedenti, rimane elevato, come alto è il numero di morti giornalieri per Covid-19 che si registrano nel nostro Paese e in Europa. In questi giorni poi si sta assistendo ad una graduale diminuzione dei pazienti ricoverati in terapia intensiva, e anche il rapporto tra positivi trovati e tamponi effettuati si sta abbassando, anche se ci sono delle piccole oscillazioni quotidiane. La situazione per il momento resta sotto controllo.

Tuttavia secondo quanto riferito anche da Il Sole 24 Ore, quotidiano economico italiano, tra il 24 dicembre 2020 e il 7 gennaio 2021, c’è il rischio che si facciano meno tamponi nelle strutture sanitarie, di conseguenza questo potrà portare a credere che l’epidemia sia in regressione, attuando delle riaperture mentre il virus circola ancora in maniera insistente tra la popolazione. Questo scenario, secondo gli esperti, potrebbe portare ad un rapido rialzo della curva epidemica costringendo nuovamente il Governo a prendere misure ulteriormente restrittive. 

Su questo fatto è intervenuto anche il Premier, Giuseppe Conte, il quale ha dichiarato che fino ad ora il sistema a zone ha retto bene, ma se a gennaio o nei prossimi mesi la curva del contagio dovesse salire nuovamente, non è escluso che si vada verso un’Italia tutta in zona rossa o comunque ci sarà un periodo in cui le restrizioni alle libertà personali saranno ancora maggiori. La stessa Aifa, agenzia del farmaco italiana, ha si vedranno solo tra diversi mesi e fino ad allora si dovranno adottare azioni di contenimento e mitigazione del Covid-19. 

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Il professore Raffaele Bruno non esclude un nuovo lockdown totale nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Secondo lui solo con le chiusure totali si può arginare efficacemente l'epidemia da Sars-CoV-2 e le stesse autorità hanno dichiarato che la fine dell'emergenza è ancora lontana. Solo rispettando le regole, tutti insieme, potremo uscire da questa situazione di emergenza e tornare ad una vita "quasi" normale.

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