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Napoli

Covid-19, nuova variante isolata a Napoli: virus in un paziente di ritorno dall’Africa

Si tratta di una mutazione mai trovata prima d'ora in Italia e classificata con la sigla B.1.525. Sarà fondamentale capire eventuali risposte negative ai vaccini, sequenza mandata al database internazionale GISAID. Al via tracciamento contatti.

Cronaca
Pubblicato il 17 febbraio 2021, alle ore 10:41

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Covid-19, nuova variante isolata a Napoli: virus in un paziente di ritorno dall’Africa

Il coronavirus Sars-CoV-2 continua a mutare in continuazione, e ormai si contano numerose varianti del Covid-19 in tutto il mondo. In queste ore a Napoli, precisamente presso alcuni laboratori specializzati, gli scienziati dell’Istituto Pascale e dell’Università Federico II hanno isolato una nuova variante del coronavirus. Si tratta, secondo le fonti di informazione, di una variante mai scoperta in Italia. La mutazione sarebbe stata isolata in un paziente proveniente dall’Africa, il quale negli scorsi giorni sarebbe risultato positivo al tampone molecolare per la ricerca del Sars-CoV-2. Alla variante è stato dato il nome scientifico di B.1.525

Il paziente in cui è stata isolata la variante è un professionista che sarebbe tornato da un viaggio in Africa, lì dove sono state segnalate altre mutazioni del virus. Gli esperti hanno cominciato gli studi su questa mutazione, affermando che questa somiglierebbe a quella “inglese”. Rispetto a quella britannica, però, la variante trovata a Napoli conterrebbe altre mutazioni nella struttura che ancora adesso sono in fase di studio. Non si sa se questa variante sia o meno resistente ai vaccini anti Covid. Tra l’altro non si conoscono al momento né il potere di infezione né altre caratteristiche.

Nicola Normanno: “Mutazione inserita nel database GISAID”

Sulla questione è intervenuto anche Nicola Normanno, ricercatore presso l’Istituto Tumori di Napoli, il quale ha dichiarato che la scoperta di questa variante a Napoli è fondamentale, per cui si è già provveduto ad inserirla nel database internazionale GISAID. Quello delle varianti è un problema che sta interessando tutto il mondo. Gli esperti si stanno chiedendo, da più parti, se queste mutazioni possano influire in qualche modo sui vaccini.

“Si tratta di una scoperta di straordinario valore scientifico, un risultato tempestivo e utilissimo, che conferma l’importanza di aver finanziato questi studi, la necessità dell’adozione di misure straordinarie nazionali da parte del Governo per non vanificare il programma di vaccinazioni che è pienamente in corso” – queste sono le parole del Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca

Le autorità nazionali sono preoccupate per lo sviluppo di queste mutazioni, che potrebbero influire negativamente sulla campagna di vaccinazione anti Covid messa a punto dal Governo. In Italia sono già presenti le varianti “inglese”, “sudafricana” e “brasiliana”. Questa scoperta a Napoli è del tutto nuova e sono in corso i relativi approfondimenti scientifici. Non ci resta che attendere ulteriori informazioni da paerte del mondo scientifico.

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Quando successo a Napoli ci fa capire che il Sars-CoV-2 rappresenta ancora un pericolo per tutta la popolazione, per questo bisogna rispettare ancora tutte le regole anti Covid stabilite dalle autorità. Il virus tra l'altro continua a modificarsi e questo rende anche complicato capire se i vaccini attualmente in commercio siano o meno utili a fronteggiare la pandemia.

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