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Covid-19: il Veneto piange 165 persone in 24 ore

Per il Veneto la situazione è pesante, lo ha riferito il governatore Luca Zaia durante la conferenza stampa di oggi 15 dicembre 2020: "oggi più morti rispetto a marzo".

Cronaca
Pubblicato il 15 dicembre 2020, alle ore 20:42

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Covid-19: il Veneto piange 165 persone in 24 ore

In queste ore il Veneto sta passando uno dei peggiori momenti causati dalla seconda ondata del Covid, nelle ultime 24 ore sono morte 165 persone. Il 10 dicembre, altro giorno difficile, i decessi erano stati 148. Può essere che i dati dei decessi del fine settimana siano stati caricati solo oggi, ieri ne risultavano 26. 

Il governatore Luca Zaia, dalla sede della Protezione Civile, con tristezza ha affermato: “In Veneto abbiamo oggi più morti rispetto a marzo“. Una battaglia, quella contro il Covid, che sembra non aver fine. “Tutti i dispositivi e protocolli” messi in atto, “le case di riposo blindate” e i “test a tappeto per ospiti e operatori” sono serviti a poco: “la situazione nelle case di riposo è peggiorata con un aumento della mortalità” ha constatato Zaia.

Se a marzo il Veneto aveva alcune case di riposo libere totalmente dal Covid, oggi non è più così, la situazione, ha spiegato il governatore del Veneto “è a macchia di leopardo con positivi praticamente ovunque“. Poi ha parlato di situazione pesante e l’ha raccontata con i numeri.

I ricoveri dovuti al Covid sono più di 3.000, 1.000 pazienti in più rispetto a marzo-aprile quando c’era stato il picco. Per lo più sono pazienti con “una patologia contagiosa e complicata“, ha riferito Zaia. Poi il presidente della Regione ha precisato il numero dei ricoverati nelle strutture ospedaliere: 3.324 (57 più di ieri), di cui 373 in terapia intensiva. I decessi registrati sono stati 165, alcuni riguardano i giorni precedenti. Da inizio pandemia il totale delle vittime è 4.992.

Luca Zaia non si è mostrato sorpreso nel leggere questi numeri, la situazione drammatica che una seconda ondata avrebbe provocato era stata prevista già durante l’estate quando erano stati rinforzati sanità, posti letto in ospedale e terapie intensive, ed erano stati sperimentati tutti i test che il mercato proponeva.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - La situazione rimane grave eppure ancora non tutti l'hanno capito. Ancora c'è chi crede che il virus sia un'invenzione. Mi è capitato di dover stare in fila per più di un'ora, per entrare in un ufficio postale. La distanza da me tenuta era occasione per passarmi davanti, mentre un gruppetto di persone chiacchierava senza problemi, stavano vicini perché pioveva, una era senza mascherina.

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