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Milano

Covid-19, il "paziente 1" in Italia sarebbe un bambino di 4 anni della provincia di Milano

L'infante avrebbe contratto l'infezione a novembre del 2019. Il 5 dicembre 2019 è arrivato in un ospedale della provincia di Milano con problemi respiratori dopo essere stato sottoposto al tampone per verificare la sua positività al morbillo.

Cronaca
Pubblicato il 9 dicembre 2020, alle ore 17:11

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Covid-19, il "paziente 1" in Italia sarebbe un bambino di 4 anni della provincia di Milano

In Italia la prima persona ad aver contratto il coronavirus Sars-CoV-2 non sarebbe Mattia, il cosidetto “Paziente 1” di Codogno, ma un bambino di soli 4 anni della provincia di Milano. La conferma arriva dai ricercatori della stessa Università milanese, che negli scorsi giorni hanno rianalizzato il tampone a cui era stato sottoposto il bambino. I risultati sono stati pubblicati sul sito dei Cdc americani, ovveri i centri per il controllo delle malattie infettive.

Nella fattispecie il bimbo in questione avrebbe contratto il Covid-19 a novembre 2019, poi il 5 dicembre di quello stesso anno si recò in pronto soccorso con problemi respiratori. A questo punto i sanitari sottoposero l’infante al tampone per verificare la sua positività al morbillo (allora non si sapeva ancora dell’esistenza di Sars-CoV-2). Le nuove analisi condotte su quel campione hanno rilevato la presenza di tracce riconducibili proprio al Sars-Cov-2 del ceppo di Wuhan.

Campione conservato a -80 gradi

In tutti questi mesi il campione è stato conservato in alcuni frigoriferi speciali alla temperatura di -80 gradi. Ciò sarebbe servito proprio a monitorare la diffusione del morbillo nel nostro Paese. I ricercatori si sono però chiesti se quel malanno identificato non fosse appunto dovuto al Covid-19, così si è deciso rianalizzare tutti i 39 campioni contenuti nel freezer. Di questi, appunto, uno è risultato positivo al Sars-CoV-2. I ricercatori hanno anche spiegato che non può trattarsi di una contaminazione avvenuta successivamente alla conservazione del tampone in quanto “quel laboratorio è stato chiuso a marzo e non ha mai fatto analisi di tamponi Covid”.

Questa è la spiegazione che ha dato Mario Raviglione, uno degli autori dello studio in questione. Finora le sequenze di Sars-Cov-2 registrate nel mondo fanno pensare che questo patogeno sia comparso in Cina proprio intorno ai mesi di ottobre-novembre del 2019, poi da qui il patogeno si sarebbe diffuso prima nella megalopoli di Wuhan e conseguentemente nel resto nel mondo.

Un particolare non di poco conto riguarda anche la famiglia del bimbo milanese, che non aveva mai viaggiato all’estero, men che meno in Cina. I ricercatori concludono dicendo che molto probabilmente anche nel Nord Italia il Covid-19 era presente almeno da novembre 2019 ed è stato confuso con i sintomi dovuti all’influenza. L’Istituto Superiore di Sanità, come ricorda il quotidiano Repubblica sulle sue pagine online, aveva già trovato campioni del Covid nelle acque reflue di Milano e Torino il 18 dicembre 2019 e a Bologna il 29 gennaio 2020.

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Una ricerca molto interessante quella condotta dai ricercatori milanesi, che dimostrano in sostanza come il Covid fosse presente già dal 2019 in Italia, e forse anche nel resto del mondo. Quindi probabilmente Mattia, il cosiddetto "paziente 1" di Codogno, non è stata la prima persona contagiata nel nostro Paese. Le ricerche comunque proseguiranno e questo ci fa capire che siamo ancora ben lontani dal capire l'origine di questo patogeno.

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