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Covid-19, dal 7 gennaio torna la divisione in fasce di rischio: ipotesi lockdown nel weekend

Domani 4 gennaio si torna in zona arancione, mentre dal 5 al 6 tutto il Paese sarà zona rossa. Il Governo pensa alle future misure da adottare dopo il 15 gennaio, data di scadenza del Dpcm del 3 dicembre 2020. Si valuta se cambiare parametri di Rt.

Cronaca
Pubblicato il 3 gennaio 2021, alle ore 11:25

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Covid-19, dal 7 gennaio torna la divisione in fasce di rischio: ipotesi lockdown nel weekend

Le vacanze natalizie stanno ormai per finire, mentre la pandemia da Sars-CoV-2 continua a mietere vittime e contagi anche in questi primi giorni dell’anno. Il Governo presieduto da Giuseppe Conte nelle scorse settimane ha messo a punto ulteriori restrizioni per poter contenere l’epidemia, inasprendo le regole proprio durante i giorni festivi, Natale e Capodanno inclusi.

Tra poche ore però scadranno gli effetti delle misure natalizie, e dal 7 gennaio tornerà di nuovo la divisione in fasce di rischio di tutto il territorio nazionale. Il 5 e il 6 gennaio l’Italia continuerà ad essere zona rossa, ovvero sarà in vigore un lockdown totale con coprifuoco che va dalle 22:00 alle 5:00 del mattino. L’unica eccezione domani 4 dicembre, quando il nostro Paese sarà in zona arancione e ci si potrà spostare senza limitazioni all’interno del proprio territorio comunale, mentre restano chiusi al pubblico bar e ristoranti, che potranno operare solo da asporto.

Il 15 gennaio prossimo, invece, scadrà il Dpcm del 3 dicembre 2020, e l’Esecutivo starebbe già pensando di introdurre nuove misure. Se è sicuro che dal 7 gennaio si tornerà alla suddivisione in fasce, dal 15 le cose potrebbero cambiare ulteriormente. Si starebbe pensando di inasprire le limitazioni alla circolazione nei fine settimana, quindi sabato e domenica e nei festivi, facendo entrare l’Italia in zona rossa solo per 24-48 ore, una volta a settimana. Ad esempio, se una regione è gialla, questa automaticamente nel weekend diventerà rossa, per poi tornare gialla o arancione dal lunedì successivo.

Si potrebbe abbassare la soglia dell’Rt

Un’altra cosa che potrebbe cambiare è la soglia dell‘indice Rt, ovvero quel particolare valore che ci fa capire l’andamento dell’epidemia in un determinato territorio. Attualmente la soglia di rischio è stabilita a 1,50 e se questo valore viene superato una regione entra quindi in fascia arancione, se poi aumenta vicino alla soglia di 2 quel territorio diventa zona rossa. Dal 15 gennaio non potrebbe essere più così, in quanto i tecnici stanno pensando di abbassare la soglia di rischio a Rt 1,1: basterà toccare questo valore per avere restrizioni più pesanti alla mobilità e all’apertura delle attività commerciali. 

Le ipotesi al vaglio sono veramente tante. L’Esecutivo vuole assolutamente evitare una terza ondata di contagi che potrebbe portare a ulteriori conseguenze sul piano economico e sociale. Lo stesso Premier nelle scorse settimane ha avvertito la popolazione che la lotta contro il virus sarà ancora lunga. L’arrivo dei vaccini rappresenta sicuramente una speranza per tutti, ma ci vorrà tempo prima che le cure facciano sentire i loro effetti.

Nella giornata dell’8 gennaio prossimo la cabina di regia del Governo si riunirà insieme agli esperti del Cts per fare il punto della situazione e decidere le eventuali nuove restrizioni. Dal 7 gennaio tutte le regioni potrebbero inoltre ripartire con il colore giallo, poi man mano verranno assegnate le relative zone, magari dopo aver chiarito se abbassare o meno la soglia di rischio dell’indice Rt. Intanto nel nostro Paese continua la campagna di vaccinazione contro il Covid-19.

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Ci potrebbero quindi essere ulteriori restrizioni a partire dal 15 gennaio, quando scadrà il Dpcm del 3 dicembre 2020, che ha avuto durata di 50 giorni. La lotta contro il Covid sarà ancora lunga e per diverso tempo ancora faremo i conti con restrizioni di varia natura. Bisognerà quindi ancora rispettare le regole.

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