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Covid-19: da lunedì 11 gennaio tutta Italia in zona gialla, tranne cinque regioni in arancione

Questo emerge dall'incontro della cabina di regia anti Covid del Ministero della Salute e Cts. Le misure dureranno fino al prossimo 15 gennaio, data di scadenza del Dpcm del 3 dicembre 2020. Diverse misure però verranno prorogate.

Cronaca
Pubblicato il 8 gennaio 2021, alle ore 18:29

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Covid-19: da lunedì 11 gennaio tutta Italia in zona gialla, tranne cinque regioni in arancione

Sarà un’Italia tutta colorata di giallo quella post Natale. Questa è l’indicazione della cabina di regia del Cts e del Ministero della Salute, che ha pubblicato oggi 8 gennaio i dati del monitoraggio settimanale. L’indice Rt in Italia è salito a 1.03, ma al momento, quindi, quasi nessuna regione presenta numeri da zona rossa.

Solo 5 regioni da lunedì prossimi entreranno in fascia arancione: queste ultime sono Calabria, Emilia-Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto. Tutte le altre godranno quindi delle misure restrittive “minime”. Che cosa cambierà dunque dalla prossima settimana nelle varie fasce di rischio. 

Per la zona gialla si applicano le solite misure: bar e ristoranti riapriranno al pubblico fino alle ore 18:00. Sarà consentito servire ai tavoli i clienti, che però non dovranno essere più di quattro per tavolo. In fascia gialla la gente potrà circolare liberamente e senza autocertificazione durante tutto il giorno e comunque fino alle 22:00, orario in cui scatterà il coprifuoco sanitario, che durerà sempre fino alle 5:00 del mattino.

In zona arancione non ci si potrà muovere fuori dal proprio comune se non per situazioni di estrema necessità. Non c’è bisogno dell’autocertificazione se lo spostamento avviene all’interno dello stesso comune, mentre se avviene fuori ci sarà bisogno di dimostrare i motivi dello spostamento se si viene fermati dalle forze di pubblica sicurezza. Qui bar e ristoranti chiuderanno al pubblico e potranno servire solo da asporto. Le consegne a domicilio non hanno limiti di orario sia in fascia gialla che arancione. 

Divieto di spostamento tra regioni

Almeno fino alla fine del mese non ci si potrà spostare fuori regione se non per comprovate esigenze, come per lavoro o motivi di salute e sempre per fare rientro al proprio domicilio. Una linea, quindi, quella del Governo, leggermente più soft di quella che si credeva. Le indiscrezioni nelle scorse ore, prevedevano che quasi tutta Italia sarebbe stata zona arancione e che diverse regioni sarebbero finite in zona rossa. La zona gialla però, come ha ricordato il Premier Giuseppe Conte, non vuol dire un “liberi tutti” e non rappresenta uno scampato pericolo. 

In tutte le zone di rischio restano valide le normali restrizioni anti pandemia: bisognerà indossare la mascherina sia in luoghi all’aperto che chiusi e mantenere le misure di distanziamento sociale. La distanza di sicurezza è stabilita a 1 metro dalle altre persone. Resta consentito fare sport a livello individuale purché si mantenga la distanza dalle altre persone, resteranno aperti parchi e giardini. Ma se per alcune attività si torna ad una semi-normalità, almeno per qualche giorno, per altre la situazione è diversa. 

Almeno fino alla fine del mese resteranno chiusi cinema, teatri, palestre e piscine. Queste attività forse potranno riaprire da metà febbraio o durante il mese di marzo, quando si cominceranno a vedere gli effetti delle prime vaccinazioni anti Covid effettuate. In diverse regioni italiane i contagi sono aumentati proprio durante le festività natalizie e oggi ne vediamo gli effetti, per questo il Governo vuole a tutti i costi evitare l’arrivo di una terza ondata. Anche alla scadenza del Dpcm del 3 dicembre molte restrizioni, come il coprifuoco, saranno probabilmente prorogate.

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Quasi tutta Italia sarà zona gialla da lunedì 11 gennaio. Le misure dureranno fino al 15, quando scadrà il Dpcm del 3 dicembre. Si tratta, quindi, di una misura temporanea e in questi giorni l'Esecutivo continuerà a monitorare la situazione. Potranno esserci sicuramente dei cambiamenti già a partire dai prossimi giorni, quando arriveranno gli altri dati del monitoraggio dell'Istituto Superiore di Sanità.

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