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Torino

Covid-19, Alessandro Barbero al Corsera: "Governo non può togliere diritti fondamentali"

Il docente di Storia Medievale presso l'Università del Piemonte Orientale è tra i firmatari dell'appello contro l'obbligo del Green Pass per poter accedere nelle università italiane. In questi giorni, per la sua decisione, è stato attaccato.

Cronaca
Pubblicato il 11 settembre 2021, alle ore 18:35

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Covid-19, Alessandro Barbero al Corsera: "Governo non può togliere diritti fondamentali"

“Il governo ritiene di poter togliere alla gente diritti fondamentali, neppure civili o politici, ma umani, come quello di accedere a un ospedale o a una lezione universitaria, e considera la cosa irrilevante, tanto da non far sentire una parola per dire almeno che è preoccupato e dispiaciuto di doverlo fare, e senza prendersi la responsabilità di rendere obbligatorio per legge il vaccino, misura con cui io, sia pure non senza dubbi, alla fine sarei d’accordo”. Queste sono le parole di Alessandro Barbero, docente di Storia Medievale presso l’Università del Piemonte Orientale, che nelle scorse ore ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera, spiegando la sua posizione.

Il docente, volto noto nel mondo della cultura e della divulgazione italiana, è tra i firmatari di un appello promosso da 300 docenti universitari italiani che si dicono contrari all’utilizzo del Green Pass per poter entrare negli atenei italiani. Gli studenti, come da regolamentazione anti pandemia, dovranno quindi essere muniti della “certificazione verde” per poter entrare in ateneo e seguire le lezioni su tutto il territorio nazionale. Per Barbero tutto questo è inaccettabile. 

Barbero: “Nessun dibattito pubblico”

“Vivere in un Paese in cui non si può salire su un treno o entrare in un ufficio pubblico o andare all’università se non si possiede un pezzo di carta che però non è assolutamente obbligatorio, è surreale e inquietante. Chi si preoccupa di questa violazione dei diritti magari esagera, e io sarei ben contento di discutere con chi pensa che nella situazione che stiamo vivendo si tratti di preoccupazioni troppo astratte. Invece tutto questo avviene senza un dibattito pubblico equilibrato, e in mezzo alla canea degli insulti da una parte e dall’altra, e questo è addirittura terrificante” – così ha spiegato Alessandro Barbero ai giornalisti.

Negli scorsi giorni il docente, dopo aver firmato l’appello, è stato attaccato da molti esponenti del mondo pro-vax ma anche da altre personalità. Il rettore dell’Università del Piemonte Orientale ha preso le distanze dall’appello firmato dal docente, specificando però che ognuno è libero di manifestare il proprio pensiero. Il professor Barbero ci ha tenuto a specificare che lui è vaccinato contro il Covid e che nel documento firmato non si parlava assolutamente dell’utilità o meno dei vaccini contro il Sars-CoV-2.

Quello del Green Pass è un argomento che sta dividendo sempre di più l’opinione pubblica, ma anche la politica. Il Governo presieduto da Mario Draghi è intenzionato ad estendere l’obbligo del Pass Covid-19 anche ai lavoratori statali e del privato, fino ad arrivare ad un eventuale obbligo vaccinale per tutti i cittadini. Su questo fronte però non c’è ancora nulla di sicuro. 

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Stanno suscitando aspre polemiche le dichiarazioni del professor Barbero che ha firmato un appello contro il Green Pass che ha visto come firmatari circa 300 docenti italiani che lavorano nelle università. Si tratta di una iniziativa che ha voluto far riflettere le persone sull'obbligatorietà o meno del pass vaccinale per accedere anche alle università. Ognuno è libero di esprimere tranquillamente e pacificamente la propria opinione, anche perchè, lo ricordiamo, il vaccino anti Covid-19, anche se utile per ridurre il numero di ospedalizzazioni e malattia grave, non è assolutamente obbligatorio, almeno per il momento.

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