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Cosenza, condannati a 16 mesi i 4 ragazzi che uccisero il cane Angelo

I 4 ragazzi autori delle sevizie e dell'uccisione del cane Angelo, a Sangineto, sono stati condannati al massimo della pena prevista. Dovranno fare anche volontariato in un canile pubblico.

Cronaca
Pubblicato il 26 maggio 2017, alle ore 19:44

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Cosenza, condannati a 16 mesi i 4 ragazzi che uccisero il cane Angelo

Condannati a sedici mesi i quattro ragazzi che seviziarono, e uccisero il cane Angelo – un randagio di tre anni – immortalando le agghiaccianti scene in video e scatti, poi condivisi sui social network. 

Per Angelo, finalmente, giustizia è stata fatta. A questo ci ha pensato il giudice del Tribunale di Paola, che ha accolto le richieste fatte dal procuratore Maurizio De Franchis, che aveva etichettato il gesto dei quattro ragazzi come un atto di crudeltà. Il Gup ha, comunque, deciso per la sospensione della pena, anche se è fatto obbligo per gli autori del terribile fatto di fare volontariato presso un canile pubblico

A queste condanne, si aggiungono anche quella di risarcire il Comune di Sangineto – la responsabilità e la proprietà dei cani randagi è dell’amministrazione comunale – oltre alle parti civili e alle venti associazioni animaliste, che si sono costituite come parti lese, con la cifra di duemila euro ciascuna. 

I quattro ragazzi imputati sono stati ritenuti colpevoli di “uccisione di animali”, e sono stati giudicati con la formula del rito abbreviato. La sospensione della pena non è stata apprezzata dai tanti che invece si aspettavano una punizione più esemplare, considerando il fatto che gli autori delle sevizie e dell’uccisione hanno dimostrato un forte compiacimento nel pubblicare e condividere sui noti social network di condivisione le fasi più crudeli e scioccanti sull’uccisione dell’animale. 

Una lucidità e una crudeltà che stride con i loro anni, e con i loro vissuti, con i valori della comunità di Sangineto che, al contrario, vedeva in quel cane randagio una mascotte cittadina. 

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Cosa ne pensa l’autore
Tiziana Terranova

Tiziana Terranova - Se da un lato non si può che apprezzare la condanna a sedici mesi, dall'altro non si può accettare che questi quattro delinquenti la facciano franca avendo ricevuto la sospensione della pena. Il giudice pensa realmente che il magico percorso riabilitativo lo faranno presso il canile municipale? Fa paura sapere che siano ancora a piede libero.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

27 maggio 2017 - 11:45:34

Assolutamente no. Una crudeltà del genere è da internamento psichiatrico perenne: dicevo solo "meglio che niente".

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Fabrizio Ferrara
Tiziana Terranova

27 maggio 2017 - 12:05:35

Si, concordo con il tuo "meglio che niente", ma la delusione per questo esito è comunque tanta. Ci vuole più fermezza e durezza nelle condanne afferenti reati contro gli animali.

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Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

26 maggio 2017 - 19:45:42

Almeno uno dei ragazzi coinvolti è stato licenziato dall'hotel presso cui lavorava.

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Fabrizio Ferrara
Tiziana Terranova

27 maggio 2017 - 11:40:21

Ma ti sembra una pena sufficiente?

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