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Cosenza, con un calcio allontana un bimbo immigrato dalla carrozzina della figlia. Denunciato

Denunciato il padre della piccola e anche la madre. Non avevano permesso a un bimbo di tre anni di avvicinarsi alla loro figlia. Videocamere e testimoni riferiscono di un calcio all'addome.

Cronaca
Pubblicato il 7 settembre 2019, alle ore 01:57

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Cosenza, con un calcio allontana un bimbo immigrato dalla carrozzina della figlia. Denunciato

A un bimbo di tre anni, immigrato, è stato inferto un colpo all’addome da un uomo soltanto perché si era avvicinato al passeggino della figlia. Il fatto, accaduto martedì scorso verso le 19.00, in centro a Cosenza, in via Macallè, vicino a corso Mazzini, ha avuto come testimone una passante che ha assistito e ricostruito la scena.

Il bambino, di origini nordafricane, è stato soccorso dai passanti che si sono subito preoccupati di chiamare il 118 e la polizia. Portato al pronto soccorso dell’ospedale di Cosenza per accertamenti, pare che il colpo non abbia causato alcun grave danno al bambino, ma solo tanta paura.

Intollerabile a Cosenza, città di accoglienza e inclusione

L’autore del gesto è stato individuato quasi subito: per lui, T.D. di 22 anni, e per sua moglie, M.V., di anni 24, è scattata una denuncia da parte della polizia per lesioni personali aggravate. I due, secondo l’accusa, devono rispondere al fatto di aver aggredito il bambino perché si era avvicinato alla carrozzina della loro piccola neonata.

La questura di Cosenza ha iniziato subito le indagini raccogliendo testimonianze e acquisendo le immagini fornite dalle telecamere di videosorveglianza sparse nella zona, grazie alle quali sono riusciti a ricostruire il fatto e a identificarne l’autore.

Il bambino immigrato stava andando con i fratellini più grandi, di 8 e 10 anni, ad acquistare un gelato per interrompere l’interminabile attesa, insieme alla madre, in uno studio medico. Nel breve tratto di strada, il più piccolo è stato attirato dalla carrozzina di una bimba, e ha cercato di vederla. 

Il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, ha affermato che un tale gesto gli ha suscitato “indignazione e sconcerto“. Poi ha aggiunto: “Resto sconvolto per le modalità del fatto e perché la circostanza si sia verificata in una via del centro della nostra città“.

Al di là del motivo che può aver spinto ad un gesto del genere, il sindaco lo giudica grave, tanto da non poter essere giustificato o taciuto: “Non possiamo assolutamente tollerare l’odio inconsulto e cruento, specie quando la vittima è un bimbo piccolissimo“. Cosenza, afferma il primo cittadino, è una città di inclusione e accoglienza da sempre. Conclude il suo messaggio esprimendo solidarietà alla famiglia del bambino.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Mi pare di vedere il piccolo di tre anni che s'avvicina alla carrozzina per guardare la piccola: forse anche si sente grande, lui che sa già camminare! I piccoli si cercano, si capiscono subito, si parlano con gli occhi e con le mani. Non si curano dell'età, della differenza della pelle. Vivono il dono di esserci, di essere accanto. Non è stato bello il gesto di allontanare il piccolo dalla carrozzina, ma forse ora i genitori lo hanno capito...proteggerla sì, ma senza esagerare!

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