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Roma

Coronavirus: un bar a due passi dalla Fontana di Trevi vieta l’ingresso ai cinesi

Dopo la notizia dei due casi confermati di Coronavirus a Roma, nella capitale inizia a circolare il terrore. Un bar a due passi dalla Fontana di Trevi vieta l'ingresso ai turisti cinesi.

Cronaca
Pubblicato il 31 gennaio 2020, alle ore 16:55

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Coronavirus: un bar a due passi dalla Fontana di Trevi vieta l’ingresso ai cinesi

Come riportato dall’Agi, il presidente del consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, insieme al ministro della Salute, Roberto Speranza, e al direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito, hanno confermato le prime due persone contagiate dal Coronavirus nella capitale.

Le due persone vengono da Wuhan, l’area della Cina focolaio del Coronavirus. Entrambi sono venuti dalla Cina a Milano con un volo aereo insieme ad un altro gruppo di turisti anche loro cinesi. Il volo potrebbe aver fatto dei tragitti intermedi, prima di arrivare in Italia: quindi, al momento, si stanno studiando le tappe fatte. I primi sintomi li hanno manifestati in un albergo di Roma.

Un bar di Roma vieta l’ingresso ai cinesi

Dopo questa notizia, sul web e non solo, inizia a circolare il panico tra gli italiani. Sono risultate inutili le parole dette dal premier Giuseppe Conte in merito, quando ha dichiarato che nel nostro paese la situazione è sotto controllo: “Vi assicuro che non c’è alcun motivo di creare panico e allarme sociale. Abbiamo agito in funzione preventiva. E continueremo a seguire con il massimo dispendio di risorse e di energie per assicurare protezione a tutti i cittadini”.

Ed anche per le strade serpeggia il terrore. Come riporta “Leggo”, un bar di Roma ha affisso un cartello invitando i turisti cinesi a non fare il proprio ingresso nel locale: “Due to international safety measures all people coming from China are not allowed to have access in this place. We apologise for any inconvenient“, che tradotto significa “A causa delle misure di sicurezza internazionali le persone che vengono dalla Cina non sono autorizzate a entrare in questo posto. Ci scusiamo per ogni inconveniente“.

L’avviso prima viene tolto per una traduzione sbagliata in cinese, e successivamente fatto rimuovere dalla polizia che, presente in zona, ha invitato il proprietario del locale a farlo.

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Cosa ne pensa l’autore
Emanuele Novizio

Emanuele Novizio - Situazione anormale, ed è assurdo che i cinesi vengono emarginati così da noi. Capisco il terrore e tutto quello che può far suscitare questa vicenda, ma la situazione così non migliora, anzi. Forse il nostro paese è uno degli stati più in avanguardia in Europa, quindi bisognerebbe stare più tranquilli.

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