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Coronavirus: sugli scontrini arriva la tassa Covid-19 e i prezzi aumentano di 4 euro

Sugli scontrini spunta la tassa per il Covid-19. I prezzi aumentano dai 2 ai 4 euro e molte unioni per i consumatori stanno protestando perché illegittima.

Cronaca
Pubblicato il 24 maggio 2020, alle ore 18:52

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Coronavirus: sugli scontrini arriva la tassa Covid-19 e i prezzi aumentano di 4 euro

Quello che si sta verificando in questi giorni ha destato non poche lamentele. Si è verificato un aumento dei prezzi, che è stato in poco tempo chiamato tassa Covid-19. Alcune attività commerciali sono state costrette ad aumentare i prezzi in seguito all’adeguamento igienico-sanitario dei vari locali. Di fatto, sanificare gli strumenti ha un suo costo e tale spesa deve essere recuperata in qualche modo. 

Proprio per questo, i prodotti venduti da alcune attività hanno subito un aumento dei prezzi che va dai 2 ai 4 euro. Tale incremento viene anche riportato sullo scontrino con una voce apposita “Contributo Covid-19“. Come già detto, tale extra è necessario per fronteggiare l’emergenza da Coronavirus.

Tassa Covid-19: chi la può applicare

Il Codacons spiega che la tassa viene applicata principalmente da centri estetici e parrucchieri che, avendo specifiche disposizioni dovute ai decreti, sono costretti a sanificare i propri strumenti e postazioni ad ogni cliente che entra. Tutti i detersivi, disinfettanti e simili, proprio in queste settimane hanno un costo particolarmente elevato. 

Il Codacons, però, ha anche segnalato che alcune attività obbligano il cliente a comprare dei kit monouso da 10 euro ognuno per i trattamenti. I parrucchieri in questi giorni hanno alzato i propri prezzi, passando da 20 a 25 euro per un taglio di capelli. In casi ben peggiori, l’incremento è ancora più sostanziale. 

L’Unione Nazionale Consumatori chiede alle attività di ritirare la tassa, che ha definito “tassa di solidarietà”. La speranza dei membri dell’Unione Nazionale dei Consumatori è quella che venga ritirata il prima possibile. Il motivo per cui sarebbe illegittima sarebbe che il governo ha previsto con il decreto un credito d’imposta pari al 60% delle spese fino a 60 mila euro per i prodotti che riguardano la sanificazione e il riarrangiamento dei locali. Il rimborso riguarda anche l’acquisto di mascherine e guanti per il personale, o le barriere per separare i clienti. 

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Cosa ne pensa l’autore
Francesco Menna

Francesco Menna - Purtroppo era risaputo che i prezzi sarebbero aumentati. Chi ha avuto attività in proprio non ha visto lo stipendio per un paio di mesi almeno e ancora oggi mantenere un negozio o un punto ristorazione aperto non sempre è conveniente: gli incassi spesso sono minori delle spese e ciò a lungo andare può portare sull'orlo del fallimento.

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