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Coronavirus: stop al segno di pace, Comunione in bocca e acqua santa

L'Arcidiocesi di Palermo con una nota chiarisce che acqua santa, scambio della pace e comunione in bocca possono trasmettere il Coronavirus e offre delle indicazioni.

Cronaca
Pubblicato il 27 febbraio 2020, alle ore 20:36

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Al nord, già da domenica scorsa, in molte chiese non ci sono stati lo scambio della pace e la comunione in bocca durante la celebrazione delle Sante Messe. Poi, da lunedì 24 febbraio, il blocco è stato totale. In chiesa, anche se aperta, non si svolge nessuna liturgia.

Ora molte Diocesi d’Italia hanno imposto di non scambiare il segno di pace, di vietare la Comunione in bocca e l’acqua santa per il segno della croce all’uscita e all’entrata di chiesa. Tra queste Diocesi, ieri sera l’Arcidiocesi di Palermo ha inviato le disposizioni da seguire.

La nota è stata diffusa da Don Giuseppe Oliveri, vicario generale, per precauzione e cautela, secondo quanto la Conferenza Episcopale Siciliana aveva precedentemente disposto. Invitati ad attenersi alla nota in modo da evitare che il contagio da Covid-19 (Coronavirus) si diffonda sono “I Parroci, gli Amministratori Parrocchiali e i Rettori delle chiese non parrocchiali, ivi comprese le cappelle degli Istituti Religiosi aperte ai fedeli, della Diocesi di Palermo”. Obbligo che va in vigore da subito “fino a quando non verrà stabilito diversamente“.

Ed ecco quali sono le indicazioni divulgate dall’Arcidiocesi di Palermo:

  • lo scambio del segno di pace venga omesso o sostituito con un semplice inchino durante la Messa;
  • la Comunione venga distribuita sulla mano dei fedeli e mai direttamente in bocca;
  • l’acqua santa dalle acquasantiere venga rimossa in tutte le chiese.

Un invito particolare è rivolto ai presbiteri, diaconi e ministri straordinari dell’Eucaristia che spesso fanno visita alle persone anziane, soggetti che con facilità “potrebbero contrarre l’infezione“: in questo tempo è bene “limitare le visite ai soli casi di vera necessità pastorale“.

I fedeli sono invitati a tenersi informati “attraverso i canali istituzionali delle autorità competenti” per non incorrere in “inutili e fuorvianti allarmismi“. Nella nota si legge anche che, se ce ne fosse bisogno, la Curia fornirà ulteriori indicazioni. Il messaggio si conclude con l’invito alla preghiera al “Signore della vita perché ci liberi da questo male”, dia conforto agli ammalati e sostenga coloro che sono impegnati a debellarlo.

Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che le Diocesi facciano bene a dare indicazioni chiare anche se ai fedeli possono costare un po', come è successo qui a Padova con la sospensione della celebrazione delle ceneri, liturgia tra le più sentite e amate. Il dover attendere qualcosa che si desidera aiuta a capirne meglio il significato e a non agire per abitudine.

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