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Coronavirus: sacerdote cede il respiratore a uno più giovane e muore

Poteva bastare un respiratore a salvare la vita a don Giuseppe Berardelli ma, quando è arrivato, lo ha rifiutato, per donarlo a chi era più giovane di lui.

Cronaca
Pubblicato il 24 marzo 2020, alle ore 08:47

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Qualcuno, paragonando la pandemia da Coronavirus a una guerra, ha scritto che don Giuseppe Berardelli è “morto sul campo. L’epilogo della vita dell’arciprete di Casnigo, in provincia di Bergamo, ricorda quello del frate francescano Massimiliano Maria Kolbe, che ha dato la sua vita per salvare un padre di famiglia ad Auschwitz.

Il sacerdote, che con san Massimiliano aveva in comune anche un saluto “pace e bene“, è morto all’ospedale dei “SS. Capitanio e Gerosa” di Lovere, a causa del Coronavirus. La parrocchia dove stava prestando il suo servizio pastorale aveva messo insieme quanto bastava per un respiratore, ma il prete 72enne ha scelto di far vivere un’altra persona, a lui sconosciuta, e l’ha ceduto. Il sito tgcom24.it riferisce che a raccontare la scelta del sacerdote è stato un operatore sanitario della casa di riposo San Giuseppe al periodico “Araberara”.

Parroco di Casnigo da quasi quattordici anni, don Giuseppe presto se ne sarebbe andato, ma nessuno, nonostante i problemi di salute dello scorso anno, avrebbe pensato così presto e per sempre. In eredità il sacerdote lascia il suo sorriso, la sua discrezione, la sua disponibilità, la sua cordialità, il suo coraggio in ogni situazione. Al bisogno sapeva dove bussare per trovare l’aiuto economico. “Era una persona semplice, schietta, di una grande gentilezza e disponibilità verso tutti, credenti e non credenti“, si legge in araberara.it. Amato dai parrocchiani ed ex parrocchiani che mai si sono dimenticati di lui, anche al ritrovo dei coscritti 1947 era sempre presente.

Don Giuseppe era un uomo attivo, capace di promuovere opere rilevanti e costose, nascondendo nel sorriso ogni preoccupazione. Aperto alle proposte dell’amministrazione pubblica e delle associazioni, sapeva partecipare senza essere invadente. Con la stessa discrezione partecipava anche alle veglie funebri: “Chiedeva prima ai parenti se fosse gradita la sua presenza“, scrive araberara.it. Il periodico “Araberara” lascia anche un ricordo simpatico del sacerdote dicendo che “Si muoveva con il suo ‘galletto’ e quel casco vecchio che sembrava quello di sturmtruppen“.

Don Giuseppe Berardelli è morto nella notte fra il 15 e 16 marzo in ospedale a Lovere. Dal 2006 era arciprete della parrocchia di San Giovanni Battista di Casnigo. Era nato a Fonteno nel 1947 e ordinato sacerdote nel 1973. Prima di Casnigo era stato parroco a Fiorano al Serio (1993 – 2006), e precedentemente a Gaverina (1984 – 1993). Sono tanti i sacerdoti bergamaschi deceduti a causa del Coronavirus Covid-19, e don Giuseppe è uno di loro.

Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che questo sia il tempo dei "poeti", quanti testi, riflessioni sul senso della vita stiamo leggendo in questi giorni, e penso anche sia il tempo dei "matti", di coloro che non leggono dentro la gravità e escono per le strade, rinnovando e ampliando il sacrificio di tutti. Più ancora è questo il tempo dei "santi", di coloro che mettono a rischio la vita nelle corsie degli ospedali, nelle ambulanze per salvare "qualcuno". È questo il tempo di chi, come Cristo, non teme di offrire la propria vita per salvare almeno "una vita". Grazie.

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