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Coronavirus, proseguono le scarcerazioni "eccellenti"

In un periodo di emergenza sanitaria, ancor di più si dovrebbe assicurare la giustizia per dare l'esempio, in qualità di rappresentanti del Paese: cosa sta succedendo.

Cronaca
Pubblicato il 13 maggio 2020, alle ore 08:47

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Coronavirus, proseguono le scarcerazioni "eccellenti"

In questi mesi, mentre la maggior parte degli italiani segue le regole dovute all’emergenza sanitaria privandosi per ovvie ragioni della libertà, c’è l’altra faccia della medaglia. Persone che dovrebbero rimanere in carcere ritrovano la loro libertà, mentre la gente comune sta combattendo per riaverla.

In ogni parte d’Italia, da Nord a Sud, e viceversa, si è assistito alle cosiddette “scarcerazioni eccellenti” con un silenzio consenziente, simbolo di un’Italia allo sbaraglio. Anche in Campania c’è tanta preoccupazione, con l’uscita di tanti superboss, come è il caso di Carmela Gionta, sorella di Valentino. Il clan Gionta è il più potente ed è stabilito a Torre Annunziata.

Le parole del ministro della giustizia

Ciò dimostra un’assenza totale delle istituzioni che stanno perdendo il controllo da molti mesi a questa parte, una situazione a cui non si era mai assistito, senza pensare alle ripercussioni che vi saranno. Sono tante le scarcerazioni eccellenti e il motivo è soprattutto legato alle gravi patologie da cui sarebbero affetto i malviventi. Spicca anche il nome di Mariano La Torre, facente parte della famiglia dei “Chiuovi”.

Nel fascicolo legato alle scarcerazioni, l’elemento comune è dato dai gravi motivi di salute che porterebbero alla scarcerazione. È il caso di Biagio Iazzetta, oppure di Santa Mallardo: le decisioni sono state prese dai rispettivi magistrati di sorveglianza. Nel frattempo, il segretario del sindacato di polizia penitenziaria Spp, Aldo Di Giacomo, è voluto intervenire in merito a questa situazione parlando di una doppia sconfitta dello Stato.

Queste le sue parole: “Lo Stato ha perso due volte, prima nel momento in cui non ha saputo difendere i cittadini dai criminali e secondo quando umilia le famiglie o chi ha subito i reati con la scarcerazione dei loro aguzzini. Il ministro Bonafede, dal canto suo, ha scaricato la colpa: “Decisioni assunte dai giudici nella loro piena autonomia che in alcun modo possono essere attribuite all’esecutivo”.

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Cosa ne pensa l’autore
Gaetano Perrotta

Gaetano Perrotta - Tutto questo è una vergogna: non ci sono altre parole, si sparano i "botti" per le scarcerazioni dei grandi boss, quelli che dovrebbero marcire in carcere tutta la vita e non dovrebbe esserci carta che parli di un loro grave stato di salute per farli uscire: le strutture apposite ci sono. Nel frattempo ci sono famiglie vittime che hanno perso figli, mariti e si sentiranno sempre più sole dopo una realtà del genere: è "un'Italia allo sbaraglio". Magari tra poco si farà uscire pure Raffaele Cutolo perché è anziano.

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