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Coronavirus, oggi 25 novembre 25.853 nuovi casi e 722 decessi in Italia

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 230.007 tamponi, il rapporto tra positivi e test eseguiti è dell'11,24%. La Lombardia continua ad essere la regione più colpita dalla pandemia.

Cronaca
Pubblicato il 25 novembre 2020, alle ore 20:04

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Coronavirus, oggi 25 novembre 25.853 nuovi casi e 722 decessi in Italia

Il Ministero della Salute ha diffuso i nuovi dati circa il contagio da Sars-CoV-2 nel nostro Paese. Nelle ultime 24 ore in Italia si sono registrati 25.853 nuovi casi e 722 decessi a causa del Covid-19. I tamponi eseguiti sono stati 230.007, mentre il rapporto tra positivi trovati e test effettuati si attesta all’11,24%. Nella giornata appena trascorsa ci sono stati 32 ricoveri in terapia intensiva, i pazienti ricoverati con sintomi calano di 264 unità.  I casi attualmente positivi sono 791.697. Di questi, 34.313 sono i pazienti ricoverati in ospedale con sintomi e 3.848 quelli in terapia intensiva. Dall’inizio dell’emergenza sanitaria in Italia ci sono stati 52.028 decessi a causa del Sars-CoV-2.

In Italia la Lombardia continua ad essere la regione più colpita dalla pandemia, con 5.173 casi registrati nelle ultime 24 ore. A lei seguono il Piemonte, con 2.878 positivi trovati nella giornata appena trascorsa e la Campania, che registra altre 2.815 positività oggi 25 novembre. Continua ad essere osservata speciale la Puglia, dove anche oggi le autorità sanitarie hanno riscontrato tanti positivi. Il bollettino epidemiologico della regione riferisce di 1.511 infezioni registrate nelle ultime 24 ore. Qui, sempre oggi 25 novembre, sono stati anche 30 i decessi a causa del coronavirus. La situazione viene monitorata dalle autorità sanitarie locali e nazionali, che continuano a sensibilizzare la popolazione sui corretti comportamenti da seguire per evitare il contatto con il virus. In Valle D’Aosta si sono rilevati altri 27 casi in un solo giorno. 

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, a SkyTg24 ha affermato che “l’indice Rt può scendere ancora”, per cui il Governo si dice fiducioso che le misure restrittive intraprese diano ulteriori risultati. Dal 4 novembre scorso, infatti, l’Esecutivo ha varato un nuovo Dpcm che divide l’Italia in tre fasce di rischio, ovvero rossa, arancione e gialla. Inoltre dalle 22:00 alle 5:00 del mattino è stato introdotto un coprifuoco notturno: in questa fascia temporale è consentito muoversi solo se strettamente necessario, come per andare a laovoro o per emergenze sanitarie. 

Piste da sci ed eventuale loro apertura

In queste ore si sta discutendo se aprire o meno le piste da sci in montagna. Il Governo italiano ha ribadito il suo secco “no”, ma questa decisione non incontra il favore degli operatori turistici. Lo stesso Premier Giuseppe Conte ha ribadito che su questo punto c’è bisogno di un’azione condivisa a livello europeo. Altre nazioni, come l’Austria, vorrebbero tenere gli impianti di sci aperti. Vienna avvisa che se questi ultimi dovessero rimanere chiusi si dovranno dare degli indennizzi agli operatori del settore. 

In Francia si riapre parzialmente

Intanto il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, ha annunciato la fine del lockdown nel suo Paese. Oltralpe da sabato 28 novembre riapriranno tutti i negozi, anche quelle attività considerate non essenziali, ma resteranno ancora chiusi bar e ristoranti. Per queste attività la riapertura tarderà ancora e l’Eliseo ha fatto sapere che se tutto andrà bene, e i contagi saranno sotto le 5.000 unità al giorno, ristoranti e bar potranno riaprire a metà gennaio, forse entro il 20. Il Natale lo si potrà trascorrere in famiglia rispettando tutte le regole inerenti il distanziamento sociale. 

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - L'emergenza Covid continua ad essere davvero molto importante nel nostro Paese, dove si continuano a registrare numeri davvero molto alti, sia in termini di contagi che di decessi. Resta estremamente importante continuare a seguire le regole inerenti il distanziamento sociale e l'uso della mascherina sia all'aperto che al chiuso. Tutti insieme, con la nostra collaborazione, potremmo uscire presto dall'emergenza.

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