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Roma

Coronavirus: nessuna alleanza con Dio. Egli è per l’uomo

Alla prima delle due celebrazioni che caratterizzano il Venerdì Santo l'omelia è stata affidata a padre Raniero Cantalamessa che ha affermato: "Dio è alleato nostro, non del virus!"

Cronaca
Pubblicato il 11 aprile 2020, alle ore 18:59

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Coronavirus: nessuna alleanza con Dio. Egli è per l’uomo

Il Venerdì Santo, quest’anno il 10 aprile 2020, è l’unico giorno dell’anno in cui non viene celebrata la Santa Messa. Due celebrazioni caratterizzano questo giorno chiamato anche della Passione di Cristo, quella della Passione, alle 18 nella Basilica Vaticana, e quella della via Crucis, alle ore 21 in Piazza San Pietro.

Papa Francesco aveva detto nei giorni scorsi di portare nel cuore la gente e di voler essere vicino a ciascuno: più che mai ha potuto realizzare questo suo desiderio di presenza e di vicinanza grazie alle dirette Tv e in live streaming su YouTube.

“Dio è alleato nostro, non del virus!”

La prima celebrazione, presieduta da Papa Francesco, ha accolto, dopo la lunga lettura della Passione, le parole del predicatore della Casa pontificia, padre Raniero Cantalamessa. Il frate francescano, dei Frati Minori Cappuccini, ha voluto fare una lettura degli effetti di quanto si sta vivendo a causa del coronavirus, tralasciando le cause che portano alla facile conclusione di sentirsi innocenti.

La croce, infatti, si riesce a comprenderla meglio considerando gli effetti, ha affermato padre Cantalamessa, che subito ha aggiunto: “La croce di Cristo ha cambiato il senso del dolore e della sofferenza umana“, perché Dio stesso se ne è fatto carico e non può essere un castigo o una maledizione. Anzi “è stata redenta in radice da quando il Figlio di Dio l’ha presa su di sé“. Cristo stesso ha bevuto il calice del dolore mediante la croce, mostrando a tutti che non è avvelenato, anzi che in fondo a quel calice c’è una perla. La sofferenza e il dolore rendono sensibili, più capaci di comprenderne il mistero.

Tralasciando le cause che hanno provocato il coronavirus, il predicatore della Casa pontificia ha parlato di effetti positivi, primo tra tutti l’aver risvegliato l’umanità dall’illusione di onnipotenza. Non c’è tecnologia, non c’è potenza militare, nulla di ciò che è in nostro potere ci può salvare. Ci si potrebbe chiedere da che parte stia Dio. Egli sta dalla parte dell’uomo e lo salva dal baratro che immediatamente non si vede. Con la certezza di chi conosce e scruta la Parola di Dio padre Raniero ha affermato: “Dio è alleato nostro, non del virus!“, infatti, ha aggiunto, il virus colpisce tutti.

L’altro effetto positivo messo in evidenza da padre Raniero Cantalamessa lo si coglie da una domanda: “Quando mai, a nostra memoria, gli uomini di tutte le nazioni si sono sentiti così uniti, così uguali, così poco litigiosi, come in questo momento di dolore?“. Questa esperienza non va sciupata: da qui non si deve più tornare indietro.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Ho ascoltato volentieri padre Raniero Cantalamessa, molto chiaro e semplice e allo stesso tempo profondo nel pensiero. Ha saputo dare significato alla situazione attuale, di croce per l'umanità, unendola a quella di Cristo. Il dolore e la sofferenza sono un calice amaro: solo dopo averlo bevuto se ne può conoscere il valore. Secondo me sono parole dure, ma vere.

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