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Coronavirus, nel sud Italia meno contagi rispetto al nord: la spiegazione

Il capo del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di Sanità, Giovanni Rezza, ha spiegato per quale motivo nel sud Italia vi sono stati molti meno contagi da Coronavirus rispetto al nord.

Cronaca
Pubblicato il 13 aprile 2020, alle ore 00:58

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Coronavirus, nel sud Italia meno contagi rispetto al nord: la spiegazione

La pandemia da Coronavirus ha colpito il mondo intero, l’Italia si è ritrovata a fare i conti con questo mostro invisibile e letale e ha pagato e sta pagando un prezzo altissimo. Il numero delle vittime, così come dei contagiati è da capogiro e nonostante nei giorni scorsi vi era stata una flessibilità al ribasso della curva dei contagiati, questa negli ultimi giorni ha ripreso a crescere.

Ad essere in ginocchio è soprattutto il nord Italia e nello specifico le regioni di Lombardia e Piemonte, difatti è lì che si concentra il maggior numero di decessi e contagi. Non appena la pandemia è esplosa e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha annunciato l’isolamento delle regioni del nord, lo scorso 7 marzo si è verificato un vero e proprio esodo di persone che proprio dal nord raggiungevano il sud Italia.

Ciò ha fatto temere che anche nei territori meno colpiti dal coronavirus potessero nascere dei focolai capaci di far collassare le varie sanità regionali e così facendo tutto lo stivale avrebbe fatto i conti con un numero ancor più ampio di decessi e contagi. Per fortuna le cose non sono andate in tale direzione e a ciò vi è una spiegazione ben precisa.

A fornirla è Giovanni Rezza, capo del dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di Sanità, il quale ha dichiarato: “E’ stato il fattore temporale a salvare il Sud Italia. Il provvedimento di distanziamento sociale ha ostacolato il virus al Meridione prima che potesse diffondersi nelle stesse misure del Nord, dove circolava da parecchio tempo“.

Di tutto il sud Italia, la Campania è la regione più colpita dal coronavirus (nulla di paragonabile a quanto è accaduto e sta accadendo in Piemonte e Lombardia) e ciò, come asserito da Rezza, è da attribuire al fatto che si tratti della più popolosa rispetto alle altre. Su ciò che accadrà al sud nelle prossime settimane, Giovanni Rezza ritiene che molto dipenderà dal rispetto delle misure restrittive da parte della popolazione.

Il capo del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore della Sanità si è raccomandato di tenere molto alta la guardia e di rispettare il distanziamento sociale, ammettendo che fino a quando non ci sarà un vaccino, il virus circolerà. E proprio sul non mollare proprio adesso, Rezza ha chiarito: “Se si mollasse con le precauzioni, basterebbe poco tempo a trasformare Bari in una grande Codogno“.

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Cosa ne pensa l’autore
Tonia Sarracino

Tonia Sarracino - La spiegazione fornita dal capo del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di Sanità, Giovanni Rezza è abbastanza chiara e lineare. La cosa importante è rispettare le misure restrittive imposte dal Governo e solo così facendo anche in futuro nel sud Italia non accadrà ciò che invece è accaduto al nord.

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