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Coronavirus, morte suore infermiere contagiate: le consorelle lanciano l’iniziativa #concuorelargo

In provincia di Bergamo 13 suore dell’Istituto Palazzolo sono decedute. Alcune di queste non si sono tirate indietro di fronte al virus e hanno continuato a stare accanto ai malati.

Cronaca
Pubblicato il 27 marzo 2020, alle ore 08:32

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Coronavirus, morte suore infermiere contagiate: le consorelle lanciano l’iniziativa #concuorelargo

Bergamo è una città e provincia duramente provata dal Coronavirus Covid-19. In questo campo di battaglia sono morti medici, operatori sanitari, sacerdoti e suore. Tutte persone che non hanno resistito al richiamo interiore di aiutare chi è nel bisogno e hanno messo a rischio la loro vita per assistere i malati.

Durante la Messa a Santa Marta, ieri mattina, 26 marzo 2020, Papa Francesco ha pregato per tutte le suore che stanno offrendo la loro vita per curare, assistere e stare accanto ai malati di Covid-19. In vaticannews.va è possibile leggere la testimonianza di suor Carla Fiori, Responsabile provinciale dell’Istituto delle Suore delle Poverelle, per le comunità d’Italia. Nell’intervista è riportata anche l’iniziativa #concuorelargo. 

Suor Carla Fiori riferisce che molte suore sono morte, pur non avendo patologie pregresse. Altre sono state costrette alla quarantena dal virus, ma desiderano quanto prima tornare in corsia, perché è restando accanto a chi soffre che la loro missione si realizza.

Le Case di cura gestite dall’Istituto delle Suore delle Poverelle stanno collaborando con l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Riorganizzando i reparti hanno creato dei posti per accogliere i malati nella loro Casa come pure nelle due Rsa che qui accolgono i malati dimessi liberando altri posti nell’ospedale cittadino dedicato al loro Papa Santo, Giovanni XXIII.

Per superare la prova di questo momento, con la preghiera e la disponibilità operativa di molti, servono anche fondi per acquistare macchinari e dispositivi di protezione, e per questo suor Carla Fiori ha rilanciato il progetto “Con cuore largo. Emergenza Coronavirus”

La religiosa, già contagiata dal coronavirus, racconta l’esperienza drammatica delle loro Case di cura e di altre residenze per anziani dove il virus ha fatto strage, in particolare nelle zone di Brescia e Bergamo. Le comunità hanno “perso molti anziani e ci hanno lasciato 13 suore“, racconta suor Carla. Non tutte le suore erano coinvolte nell’assistenza diretta. 

La Responsabile provinciale ne ricorda una in modo particolare, “suor Costantina Ranioli, una suora infermiera molto conosciuta e amata nell’ospedale di Bergamo che ha raggiunto il Paradiso ieri”. Brava, appassionata, solare non può che essere ricordata con tanto affetto. È mancata dopo un mese di lotta contro il virus. Il momento è difficile, riconosce suor Carla, ma si va avanti: “Continuiamo in forza del carisma, in forza della nostra missione evangelica di accogliere e curare i malati con tutto il cuore“.

Come le suore delle Poverelle altri ordini religiosi sono stati provati da questa difficile situazione: la preghiera li tiene uniti e dà la forza di rialzarsi e continuare a stare vicino, concretamente, a tantissima gente, afferma suor Carla durante l’intervista.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Ci vuole coraggio a dire che le suore non sono nelle corsie, come nei giorni scorsi hanno scritto alcuni giornali. Le suore, in età e formazione possibile, ci sono. E muoiono. Muoiono come tutti. Nel loro cuore una doppia certezza, quella di aver realizzato il sogno di dare la vita in nome di Cristo per alleviare la sofferenza di qualcuno e di incontrarsi, faccia a faccia, con il Signore.

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