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Coronavirus: misure di sicurezza per tutti i tribunali fino al 31 maggio

Le udienze senza carattere di urgenza, sia civili che penali, saranno rinviate a dopo il 31 maggio. Non tutti i casi sono uguali: eventuali udienze a carattere d'urgenza sanno effettuate a porte chiuse.

Cronaca
Pubblicato il 7 marzo 2020, alle ore 13:18

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Coronavirus: misure di sicurezza per tutti i tribunali fino al 31 maggio

In tutti i tribunali italiani, i processi, sia civili che penali, se non hanno carattere di urgenza, saranno rinviati a dopo il 31 maggio 2020. Avranno quindi la prescrizione bloccata e riprenderanno alla data di conclusione dell’emergenza sanitaria

È stato stabilito un ponte di quindici giorni, a partire dal 23 marzo, definito “sospensione feriale”, tempo necessario per consentire ai tribunali e alle procure di adeguarsi alle nuove misure di contenimento del contagio da coronavirus Covid-19. Oltre la “sospensione feriale”, il decreto ha stabilito “la previsione del rinvio delle udienze a data successiva al 31 maggio 2020 nei procedimenti civili e penali“, indicando anche una serie di eccezioni. 

Avranno accesso agli uffici giudiziari, si legge nel decreto, i “soli soggetti che debbono svolgervi attività urgenti“: pertanto gli orari di apertura al pubblico saranno ridotti e su prenotazione per atti urgenti, potrebbero anche essere sospesi se si verificasse la necessità, sebbene questo riguardi soltanto “i servizi che non erogano servizi urgenti“. 

Nella bozza del decreto descritta dall’Ansa si vengono a conoscere le eccezioni delle udienze: sono quelle che riguardano i “procedimenti cautelari o quelli per adottare misure di protezione contro abusi familiari, le cause di competenza del Tribunale dei minori e quelle relative agli alimenti“. In tutti questi casi le udienze continuerebbero a svolgersi e così pure quelle per i provvedimenti sui migranti, convalida dell’espulsione, allontanamento e trattenimento di cittadini dell’Unione europea e di Paesi terzi.

Il sito ansa.it scrive che non verrebbero sospese nemmeno alcune udienze in attesa, quelle “di convalida dell’arresto o del fermo nei procedimenti a carico di detenuti o persone in stato di custodia cautelare, nei procedimenti con imputati minorenni o in generale in quelli con carattere di urgenza“. I detenuti parteciperebbero all’udienza del processo in videoconferenza. I detenuti in questo tempo non potranno incontrare personalmente i familiari, che probabilmente potranno sentire via telefono.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Scuole, chiese, tribunali e, a singhiozzo, qua e là, anche i musei e i cinema (ecc.) sono chiusi. Le strade sono libere e forse, risvolto positivo, anche lo smog sta abbassando i suoi livelli. Penso che il sacrificio chiesto a tutti non sia indifferente, ma ancora c'è chi sorride e scherza: probabilmente sono proprio questi ultimi che hanno più paura degli altri.

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