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Coronavirus: il Veneto si organizza per l’ondata autunnale

Una seconda ondata di infezioni da Covid-19 potrebbe arrivare in autunno e per questo il governatore del Veneto ha accetto di predisporre un ospedale da campo, donato dal Qatar, a Schiavonia. Zaia: se non serve "potremo darlo a qualcun altro".

Cronaca
Pubblicato il 10 aprile 2020, alle ore 09:01

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Coronavirus: il Veneto si organizza per l’ondata autunnale

Durante la conferenza stampa di ieri, 9 aprile 2020, il governatore del Veneto Luca Zaia ha toccato il tasto dolente di che cosa potrebbe accadere in autunno. Quando in molti sperano di tornare all’assoluta normalità, potrebbe esserci una seconda ondata di infezioni da Covid

Il presidente della Regione del Veneto ha annunciato: “Ci è stato donato un ospedale da campo top del mercato dal Qatar, 22 ingegneri sono già arrivati per sovraintendere al montaggio”. La struttura, in cui sono previsti 500 posti letto, è fornita di tutto e coprirà un’area di oltre 5.000 metri quadrati: al momento l’ospedale da campo verrà montato a Schiavoniain ottica Covid visto che è possibile un’ondata in autunno“.

Parlando di cosa accadrà nei prossimi giorni, Luca Zaia ha riferito che in Veneto aumenteranno considerevolmente i positivi perché, utilizzando nuovi macchinari, verranno eseguiti più tamponi alla popolazione. La buona notizia è che, giorno dopo giorno, i ricoverati in terapia intensiva diminuiscono, così come il numero dei guariti supera quello dei nuovi positivi. 

Il lockdown, secondo Luca Zaia, è un’ipocrisia. In Veneto, di fatto non c’è più: il 60% delle aziende, infatti, lavora e per questo è necessario che i lavoratori abbiano a disposizione quanto serve alla sicurezza, mascherine e guanti.

Il governatore del Veneto ha riferito di aver parlato, in mattinata, con il ministro Speranza. Probabilmente il prossimo Dpcm uscirà prima di Pasqua, Zaia spera che il Veneto possa dare il suo contributo, ma come sempre “ogni decisione dovrà essere supportata da un parere scientifico”. Ed è proprio al mondo scientifico che il governatore Zaia lascia ogni dibattito sulla “patente di immunità che secondo il ministro della Salute non avrebbe validità. In questo momento i test sierologici sono un argomento vivace tra gli specialisti e secondo il governatore veneto è bene attendere le loro risposte: “Aspettiamo che si mettano d’accordo tra di loro“, prima di arrivare a conclusioni affrettate.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Sento parlare spesso di tamponi: sicuramente, in quanto dato di salute, è un dato sensibile e appartiene al mondo della privacy. Secondo me dovrebbe uscire da questo mondo, andare a tappeto e lasciare alla privacy solo il risultato del tampone. Questo permetterebbe a molti, magari anche con la conferma dei test sierologici, di non restare in quarantena solo per difesa o per probabilità, ma di uscire liberamente. Riusciremo per settembre ad avere la "patente di immunità"? Spero di sì.

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