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Coronavirus, i dati di oggi 21 novembre: 34.767 nuovi casi e 692 morti

Nelle ultime 24 ore calano drasticamente i ricoveri in terapia intensiva, che ammontano a 10 unità. Sono 106 i ricoveri ordinari nell'ultima giornata a causa del Covid-19. Rapporto positivi/tamponi al 14,7%.

Cronaca
Pubblicato il 21 novembre 2020, alle ore 23:05

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Coronavirus, i dati di oggi 21 novembre: 34.767 nuovi casi e 692 morti

La pandemia provocata dal coronavirus Sars-Cov-2 continua a mietere vittime e contagiati in tutto il mondo, anche in Italia, dove nella giornata di oggi si contano 34.767 nuovi casi e 692 decessi dovuti al Covid-19. Nelle ultime 24 ore ci sono comunque dei dati positivi, come il drastico calo dei ricoveri in terapia intensiva, che ammonta a 10 unità.

I ricoveri ordinari sono 106 nella giornata appena trascorsa. Scende anche lievemente il rapporto tra tamponi effettuati e positivi trovati, che è del 14,7% (-1,0% rispetto a ieri 20 novembre). La regione più colpita dalla pandemia continua a essere la Lombardia, con 8.853 nuovi contagi giornalieri. 

Nelle ultime 24 ore eseguiti 237.225 tamponi

Nelle ultime 24 ore in Italia sono stati eseguiti 237.225 tamponi. Da inizio pandemia in Italia si contano 1.380.531 casi. Tra le regioni più colpite durante questa seconda ondata ci sono il Piemonte, con 2.896 nuovi contagi e la Campania, che registra 3.554 positivi nelle passate 24 ore. Nel nostro Paese non vi è nessuna regione che registra quota zero contagi, in quanto, così come ricordano le autorità sanitarie, il virus è presente in ogni territorio in maniera più o meno consistente. La Puglia mostra una crescita stabile dei contagi: oggi 21 novembre se ne contano 1.377 su tutto il territorio regionale. La situazione viene costantemente monitorata dal Governo centrale e dal Ministero della Salute.

Nelle scorse ore il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha fatto sapere che non appena arriverà la cura anti Covid nel nostro Paese “ci sarà una campagna di vaccinazione senza precedenti”. L’obiettivo è quello di avere le prime dosi per la fine di gennaio: entro la prossima estate molte persone potrebbero essere già vaccinato contro il Sars-CoV-2. 

Il Cts contro Andrea Crisanti 

A proposito dei vaccini, nella giornata di ieri 20 novembre sulla questione è intervenuto il professor Andrea Crisanti, direttore di microbiologia e virologia all’Università di Padova. L’uomo ha sostenuto che al giorno d’oggi, anche se a gennaio ci sarà il vaccino, lui non lo farebbe. Bisogna comunque contestualizzare le parole del virologo, il quale ha sostenuto che lui personalmente non è assolutamente contrario ai vaccini. “Quando la comunità scientifica l’avrà vagliato me lo faccio” – così ha dichiarato Crisanti a Rai News. Il Comitato Tecnico Scientifico ha bocciato il pensiero di Crisanti considerandolo “inaccettabile”.

In questi ultimi giorni pare quindi che la curva epidemiologica si stia raffreddando sempre di più. Ciò non vuol dire che i casi stanno diminuendo, ma che questi ultimi stanno crescendo in una maniera che non è più esponenziale. Anche le autorità sanitarie confermano la positività degli ultimi dati. Per confermare il trend bisognerà ancora aspettare alcuni giorni. Ieri 20 novembre il Governo ha stabilito che le regioni attualmente in zona rossa, vale a dire Lombardia, Piemonte, Valle D’Aosta, Calabria e Provincia autonoma di Bolzano rimarranno in questa fascia almeno fino al 27 novembre prossimo. Le misure sono state confermare anche per le altre zone d’Italia fino al 3 dicembre, data di scadenza dell’ultimo Dpcm che ha diviso la Penisola in tre diverse fascio di rischio. Varrà ancora il coprifuoco nazionale dalle ore 22:00 alle 5:00 del mattino sempre fino al 3 dicembre.

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Si conferma, fortunatamente, il trend positivo dei nuovi contagi da Sars-CoV-2 in Italia. Speriamo che presto si possa tornare ad una vita normale e che per le prossime feste natalizie ci siano meno restrizioni su tutto il territorio nazionale. Stiamo attenti comunque e continuiamo a rispettare le regole impartite dalle autorità sanitarie.

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