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Coronavirus: ecco perché l’Italia ha il più alto numero di decessi

L’Italia è diventato il paese con più morti a causa del coronavirus covid-19, dopo la Cina: 827 vittime su oltre 12.000 casi accertati. Perché? Ecco la tesi del docente di Epidemiologia dell’Università di Hong Kong, Benjamin Cowling.

Cronaca
Pubblicato il 12 marzo 2020, alle ore 08:55

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Non c’è più tempo“, ha detto il primo ministro Conte manifestando la sua preoccupazione per le gravi conseguenze del covid-19. Il caso dell’Italia ha sorpreso il mondo: con 827 vittime su oltre 12.000 casi accertati è il secondo paese dopo la Cina con più decessi causati dal nuovo coronavirus, la maggior parte dei quali in Lombardia. Il tasso di mortalità è diventato il più alto del mondo: tra il 4,5 e il 5%. Secondo l’OMS, in Cina è tra il 2% e il 4%, ma fuori dal paese asiatico scende allo 0,7%. 

Per spiegare l’alto numero dei decessi, le autorità italiane hanno puntato il dito sull’età media, tra gli 80 e 90 anni, e sulle gravi malattie pregresse delle vittime. Questo porterebbe alla conclusione che in Italia l’alto tasso di mortalità per coronavirus sia dovuto alla presenza di tanti anziani: secondo l’Istat, sono 14 milioni le persone over 65, ossia il 22% della popolazione.

Teoria non da tutti condivisa. Benjamin Cowling, docente di Epidemiologia dell’Università di Hong Kong, per esempio, ritiene che l’aver eseguito i tamponi solo alle persone già malate, la maggior parte delle quali già gravi e pertanto a rischio di morte, abbia fatto perdere tempo prezioso.

La Corea del Sud, invece, ha eseguito test a tappeto: sono stati condotti oltre 210.000 test, 10.000 persone al giorno, comprese coloro che avevano sintomi lievi o erano asintomatiche. Il tasso di mortalità è rimasto al di sotto dell’1%. “Non conosco la quantità di persone alle quali si sta facendo il test in Italia, ma mi immagino che non si avvicini alle 10.000 al giorno”, spiega.

La Corea del Sud sta facendo i tamponi a più gente possibile comprese coloro che presentano sintomi lievi, per isolarle e evitare che possano trasmettere l’infezione“, ha spiegato. “Ma in Italia questo non è più possibile, è troppo tardi perché il numero delle persone infette è molto alto e molte non si sanno”. “Hanno perso l’occasione”, aggiunge.

Cowling riconosce che la situazione Italiana è “preoccupante“, ma ritiene che da qui a tre settimane altri paesi europei probabilmente dovranno affrontare uno scenario simile. “In termini di diffusione dell’infezione, credo che in Italia il contagio non sia maggiore rispetto ad altri paesi europei. Semplicemente l’Italia è stato il primo“, indica. Tuttavia riconosce anche che, nel nostro paese, il sistema sanitario è sotto pressione, altra causa che spiegherebbe l’alto tasso di mortalità.

Cosa ne pensa l’autore
Rita Piras

Rita Piras - Molti italiani sono ancora convinti che si tratti di una semplice influenza, che il coronavirus non li colpirà. E proprio in casa non ci stanno. Persino sui quotidiani spagnoli si parla dell'incoscienza dei giovani italiani che vengono definiti "idioti". Il miglior alleato del coronavirus è l'ignoranza e la mancanza di senso civico

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Commenti
Francesca Bertolini
Francesca Bertolini

16 marzo 2020 - 13:55:06

Non è così e questo articolo mi pare altamente fuorviante. Anzitutto l'Italia è vero ha una popolazione anziana elevata, ma rispetto agli altri Paesi Europei è maggiore al massimo dell' 1 - 2%. Il problema è che la sanità è al collasso, e la mortalità è passata in 15 gg. dal 2 al 7% perchè gli ospedali scoppiano...

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Francesca Bertolini
Rita Piras

16 marzo 2020 - 16:54:50

Sugli ospedali al collasso sono assolutamente d'accordo. Io ho riportato un altro parere, si può concordare o meno. Tutto qui

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Francesca Bertolini
Rita Piras

16 marzo 2020 - 18:39:40

Ti invito a leggere l'articolo fino in fondo. Infatti l'ultima frase è questa: "Tuttavia riconosce anche che, nel nostro paese, il sistema sanitario è sotto pressione, altra causa che spiegherebbe l’alto tasso di mortalità"... non troppo lontano da quello che sostieni tu...

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