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Roma

Coronavirus dal Vaticano: Indulgenza Plenaria per i malati e per chi li assiste

Con data 20 marzo è stato divulgato il Decreto della Penitenzieria Apostolica con il quale si concede l'Indulgenza Plenaria ai fedeli nell'attuale situazione di pandemia

Cronaca
Pubblicato il 21 marzo 2020, alle ore 13:09

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Coronavirus dal Vaticano: Indulgenza Plenaria per i malati e per chi li assiste

Si concede il dono di speciali Indulgenze ai fedeli affetti dal morbo Covid-19, comunemente detto Coronavirus, nonché agli operatori sanitari, ai familiari e a tutti coloro che a qualsivoglia titolo, anche con la preghiera, si prendono cura di essi“: comincia con queste parole il decreto emanato ieri, 20 marzo 2020, dalla Penitenzieria Apostolica.

Il decreto, firmato dal Penitenziere Maggiore, Mauro Card. Piacenza e dal reggente, monsignor Krzysztof Nykiel, continua con l’invito di San Paolo ai Romani a stare lieti nella speranza, forti nella tribolazione e perseveranti nella preghiera. Sono parole che oggi, nell’attuale situazione di emergenza, danno coraggio e fiducia.

L’assistenza agli ammalati è sempre stata una priorità nella Chiesa, Gesù stesso si commuoveva di fronte alla sofferenza umana. San Giovanni Paolo II al n. 31 della Lettera Apostolica Salvifici doloris spiegava che il mistero della sofferenza è qualcosa di soprannaturale, perché trova la sua radice nel mistero divino della redenzione del mondo, e allo stesso momento è qualcosa di profondamente umano, perché in questo mistero l’uomo ritrova se stesso, la sua umanità, dignità e missione. Papa Francesco in questi giorni continua a farsi vicino, a pregare e a far pregare per gli ammalati di Coronavirus.

Convinti che il mistero della sofferenza possa far riscoprire la sofferenza redentrice di Cristo, la “Penitenzieria Apostolica, ex auctoritate Summi Pontificis, confidando nella parola di Cristo Signore e considerando con spirito di fede l’epidemia attualmente in corso, da vivere in chiave di conversione personale, concede il dono delle Indulgenze a tenore del seguente dispositivo“, recita puntualmente il decreto.

A chi è concessa l’indulgenza

L’Indulgenza plenaria è concessa ai fedeli affetti da Coronavirus e sottoposti dall’autorità sanitaria in regime di quarantena negli ospedali o anche nelle proprie abitazioni. La disposizione interiore necessaria è il distaccato da qualsiasi peccato e l’unione spirituale con Dio partecipando alla Santa Messa che i mezzi di comunicazioni portano nelle case di ciascuno, con la recita del Santo Rosario, la pratica della Via Crucis o altre forme di preghiera devozionale. Come per le consuete indulgenze è necessario rinnovare la propria fede con il Credo, il Padre Nostro, una preghiera alla Beata Vergine Maria e la preghiera per le intenzioni del Papa. La Penitenzieria invita a vivere questo momento di prova con fede e carità verso tutti, nel proposito di accostarsi ai sacramenti della confessione e comunione appena possibile.

Anche gli operatori sanitari, i familiari e tutti coloro che si espongono al rischio di contagio assistendo i malati di Coronavirus potranno ottenere, alle stesse condizioni, il dono dell’Indulgenza plenaria. Inoltre tutti i fedeli che nelle medesime condizioni visiteranno il Santissimo Sacramento, sosteranno per l’adorazione, leggeranno le Sacre Scritture e pregheranno per la cessazione dell’epidemia, per il sollievo dei malati e la salvezza eterna di coloro che a causa del Coronavirus sono deceduti, è concessa l’Indulgenza plenaria.

La Chiesa prega e affida coloro che, in punto di morte, si trovano nell’impossibilità di ricevere l’Unzione degli infermi e il Viatico alla Misericordia divina. A coloro che nella vita hanno pregato abitualmente è concessa l’Indulgenza plenaria.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Già ieri mattina il Papa aveva mostrato delle strade possibili per ricevere il perdono di Dio senza il sacerdote. Poi i media hanno diffuso la notizia sull'Indulgenza. In tutti e due i casi, appena c'è la possibilità, è richiesta l'assoluzione del sacerdote. Se non fosse così questi suggerimenti e concessioni, secondo me, potrebbero essere interpretati a proprio piacere e non avrebbero il risultato della pace interiore.

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