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Coronavirus, Crisanti: le tecnologie atte a individuare il virus costano meno del lockdown

Da fine agosto e nei mesi successivi “avremo problemi con il coronavirus”: lo ha detto Crisanti “guardando i numeri dei Paesi vicino a noi”. La soluzione sta in un investimento preventivo

Cronaca
Pubblicato il 27 luglio 2020, alle ore 09:39

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Coronavirus, Crisanti: le tecnologie atte a individuare il virus costano meno del lockdown

Ultimi giorni di luglio, ultimi giorni di tranquillità, perché ad agosto “guardando i numeri dei Paesi vicino a noi, viene da pensare che avremo problemi con il coronavirus“, ha ipotizzato il professor Andrea Crisanti, ordinario di microbiologia all’Università di Padova, e “non a ottobre-novembre, come si era ipotizzato“, senza alcuna intenzione di essere pessimista.

Nell’intervista, rilasciata al quotidiano romano Il Messaggero, Crisanti ha affermato di non essere del tutto convinto dei dati “coronavirus” che alcuni Paesi europei diffondono. Tra i dubbi del professore c’è il timore che l’Italia, in questo momento, abbia meno casi rispetto agli altri Paesi europei, semplicemente perché sta effettuando i tamponi alle persone sane.

Crisanti ha affermato di non voler essere per forza pessimista, e ipotizza un’altra risposta a questi dati: “Magari siamo più bravi, più efficaci nell’isolare i focolai”, ma sarebbe utile poter chiarire le ragioni sul come mai i dati italiani siano tanto differenti da quelli degli altri Paesi.

La risoluzione in un investimento

Una proposta per risolvere la questione dei prossimi mesi, ormai imminenti, il professore ce l’avrebbe in mente ed è molto chiara: bisognerebbe investire e “organizzare una reale macchina della prevenzione” che permetta di eseguire i tamponi già alle frontiere, concentrandosi in particolare sulle persone che arrivano da aree a rischio. Crisanti ha in mente i tamponi molecolari perché, anche se l’esito vien dato dopo 24 ore, sono più affidabili. Sarebbe utile anche la possibilità di tracciare realmente coloro che entrano nel nostro Paese.

Il fine estate, secondo le previsioni del professor Crisanti, sarà molto impegnativo. L’alternativa al tampone e al tracciamento sarà chiudersi “dentro una bolla”, cosa impossibile. Non resta che fare un investimento tecnologico mai fatto prima che permetta di identificare in fretta chi arriva con il virus. Sarà un costo senz’altro elevato, ma il lockdown, lo sappiamo per esperienza, costa molto di più.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che il lockdown sia stato un sacrificio per tutti, in tutti i settori della vita. Siamo esseri sociali, siamo fatti "per" (per-sono). Credo che delle soluzioni informatiche e tecnologiche messe insieme in un macchinario capace di individuare e isolare il virus, e solo temporaneamente le persone, sia un'ottima soluzione.

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